VERSO LA RIPRESA

Verona e Cioffi, che ansia. È la settimana più lunga

Mister a confronto con Marroccu e Setti. Ora si attendono i «nazionali»
Gabriele Cioffi l’anno scorso ha allenato l’Udinese, prossimo avversaria del Verona
Gabriele Cioffi l’anno scorso ha allenato l’Udinese, prossimo avversaria del Verona
Gabriele Cioffi l’anno scorso ha allenato l’Udinese, prossimo avversaria del Verona
Gabriele Cioffi l’anno scorso ha allenato l’Udinese, prossimo avversaria del Verona

La settimana più lunga. È quella che inizia oggi per l’Hellas. A cominciare dai responsabili tecnici in quello che era stato definito l’anno zero dopo le scorpacciate croate. Sotto la lente di ingrandimento c’è finito Gabriele Cioffi. Un allenatore che ha avuto un insieme di esperienze formative prima della grande occasione capitatagli l’anno scorso con l’Udinese. Buon difensore, poi allenatore dei giovani, vice tecnico di squadre professionistiche e varie esperienze all’estero, prima di rilevare Gotti sulla panchina bianconera. Alla fine è arrivato un dodicesimo posto, con 47 punti totali.

Il suo calcio

La costruzione dell’Udinese di Cioffi era molto diretta. La rete di passaggi avviene tra i centrali per poi ottenere lo scarico del portiere che rinvia lungo verso una delle due zone laterali della trequarti avversaria. Qui veniva a crearsi densità con la squadra che portava in zona palla giocatori prestanti come Beto e Zeegelaar, per poi recuperare la seconda palla con giocatori abili e veloci nella prima accelerazione come Makengo, Pereyra e Deulofeu. Quando non era il portiere Silvestri, toccava al centrale di difesa Pablo Marí ricercare la verticalità, visto gli ottimi piedi. Il giocatore che più è bravo nello smarcamento tra le prime due linee di difesa avversarie era Deulofeu. Partendo da una posizione vicina al centrale di difesa con dei contro-movimenti lungo-corto veniva a ricevere molti metri di fronte ai difensori avversari. Ecco nel bunker di Peschiera si sono provate queste cose. Ma l’attuale forma fisica di Verdi, il Deulofeu dell’Hellas o quella di Henry e Gunter, ovvero chi deve impostare dietro e quello che deve ricevere, sarà ai massimi livelli? La formula 1+2 davanti, nonostante lo schieramento senza palla del 3-5-2, Cioffi l’aveva sposata in pieno. Il problema sono la testa e le gambe di parecchi gialloblù.

Molti alibi, però...

Le giustificazioni al quarantasettenne tecnico fiorentino non mancano. A cominciare dalla preparazione. Un periodo delicato nel quale si formano le squadre. Sia dal punto di vista mentale, sia fisico. L’allenatore propone le sue idee ma come gli alunni con i professori dev’essere convincente. Nel calcio palestrato di oggi poi, non conta quanto si lavori. Cioffi ha insistito molto sulla fase difensiva. Un pacchetto arretrato basso per dare a Lasagna maggior campo. Le prime uscite sono state pure confortanti considerando gli scontenti in rosa, quelli di passaggio e il ritardo con cui sono giunti Hien, Hrustic e Verdi. L’Hellas dell’anno zero non è stato nemmeno fortunato. Quattro delle prime squadre della A e solo tre della sua portata. Insomma un calendario tutt’altro che semplice. Detto ciò qualche ombra sulla sua prima gestione rimane.

Numeri contro

Il Verona finora in campionato ha subito 13 gol subiti in 7 partite. Solo 6 le reti messe a segno fino a questo momento. 
Ma al di là della matematica è sembrata troppo frenetica la gestione degli uomini a disposizione di Cioffi. Prendete Lazovic, tra l’altro mai chiarita la sua posizione negli ultimi giorni di mercato. 
È salito oppure no sull’aereo per Marsiglia? Si è trovato a sinistra nel primo 3-5-2, poi a destra e ancora trequartista dietro alle due punte nel cambio di modulo.  Lui ha cercato di rispondere al meglio ma con i giocatori esperti si rischia di perderli così facendo, per non parlare dei giovani. Gettarli sempre nella mischia può essere un boomerang.

I confronti

Cioffi ha parlato a lungo col diesse Marroccu e Setti. E nei prossimi giorni lo farà con tutta la squadra quando rientreranno i nazionali. Basterà in vista della gara verità con l’Udinese? Una gara che potrà segnare il futuro di molti.

Gianluca Tavellin