Verona, fantasia cercasi Hrustic e Verdi basteranno?

Ajdin Hrustic  ha esordito in maglia gialloblù all’Olimpico contro la LazioFOTOEXPRESSIl presidente Maurizio Setti seduto in panchina all’Olimpico
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Ajdin Hrustic  ha esordito in maglia gialloblù all’Olimpico contro la LazioFOTOEXPRESSIl presidente Maurizio Setti seduto in panchina all’Olimpico
Ajdin Hrustic ha esordito in maglia gialloblù all’Olimpico contro la LazioFOTOEXPRESSIl presidente Maurizio Setti seduto in panchina all’Olimpico

«Siamo sulla strada giusta». Così mister Gabriele Cioffi dopo la terza battuta d’arresto del campionato, la prima in trasferta. Sarri o non Sarri, non è che a Roma si è perso per un dito, anzi. La Lazio ha meritato di vincere. Perdere all’Olimpico ci sta, anche se Juric e Tudor non l’avevano mai fatto. Il Mago di Spalato, tra l’altro, aveva vinto con una rete dell’oggi quasi irriconoscibile Tameze. A proposito perché non si è scritto e prima ancora non è stato comunicato, che l’ultimo giorno di mercato Juric avrebbe chiamato il suo ex pupillo dicendogli: “Tu vieni al Toro”. Una volta i vecchi brigatisti gialloblù mandavano a memoria questo ritornello : “In Curva le cose si vengono a sapere”. Attenzione però, il Verona non ha perso con la Lazio per colpa di Tameze. La squadra di Cioffi ha dimostrato tutta la sua pochezza sulla trequarti. Ci sta di difendersi e, nel nome della causa, contro un avversario più forte, pure di sacrificare qualcosa in chiave offensiva ma non così. Provedel l’unico vero spavento l’ha avuto al novantunesimo quando Ilic non poteva, chiuso com’è stato, centrare lo stomaco del portiere biancoceleste. Serve più coraggio e quella fantasia andata perduta con le cessioni di Caprari e Barak. «Sono venuto a Verona per replicare il 3-4-2-1 ma poi… ». Poi, soprattutto la scatola magica romana se n’è andata a Monza. Lì a dir il vero ha fatto quasi peggio del team manager della Ferrari Binotto. Lui che all’Hellas era una Red Bull, si è ritrovato, per ora, ad essere poco più che una Safety Car. Ma gli amori finiti lasciano solo ricordi. Ora c’è da mettere in pista al più presto Simone Verdi. Per lui Galliani, il Monza c’entra sempre, si era stracciato le vesti e gli aveva pronosticato un futuro alla Pato. Il profeta del “Buon lavoro” ha visto giusto in parte. Il Verdi nazionale è andato a corrente alternata ma al Verona basterebbero le 5 reti che ha realizzato l’anno scorso a Salerno per essere in linea con l’obiettivo della salvezza. Il “siamo sulla strada giusta” di Cioffi, insomma, non calza a pennello per molti. Se Henry viene servito, fa male, lo dimostra la traversa, mentre se Lasagna, oggi, viene servito, si fa del male. Qui bisogna accelerare con la testa e non con le gambe. Kevin ha l’età per capire queste cose. Non basta l’impegno per essere un buon attaccante in serie A. Tra l’altro, in altre occasioni, con gli spazi che regala l’Olimpico, l’avevamo visto impegnare di brutto, gol a parte, le difese avversarie. Al cospetto dell’ex compagno Casale, l’abbiamo trovato involuto rispetto all’inizio di campionato. Ecco perché non è tramontata l’idea di tornare al 2+1 davanti. Bisogna soltanto che Hrustic e soprattutto Verdi, si rimettano in forma. «Siamo sulla strada giusta» perché Hien è stato un martello su Immobile. Bisogna esserlo per novanta e più minuti però ma la sua forza è notevole. Piuttosto andrà risolto al più presto il discorso relativo a Gunter. Una difesa con Gunter e Hien dentro avrebbe più esperienza, fisicità e tecnica. In mezzo sta finalmente brillando la stella di Ilic mentre dai giovani non si possono pretendere sempre prestazioni come quelle con la Sampdoria. Da applausi la crescita di Montipò che all’Olimpico ha superato l’ottimo Silvestri. Insomma ci sono tanti motivi per essere ottimisti, d’altronde l’abbiamo scritto anche dopo i ko con Bari e Napoli, perché non farlo pure ora. Al momento il Verona è questo. Vincere o andare a punti con le dirette concorrenti, com’è stato con Samp e Empoli, per tornare grandi c’è tempo. D’altronde la strada è quella giusta.•.

Gianluca Tavellin