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Doppio ex

Tiberio Guarente: Atalanta-Verona, un cuore a metà

A 37 anni la vita scorre tranquilla. Ma se avrà l’occasione Tiberio guarderà le sue due ex formazioni affrontarsi
Guarente con la maglia del Verona
Guarente con la maglia del Verona
Guarente con la maglia del Verona
Guarente con la maglia del Verona

Dall’isola di Capraia, con lunghe giornate trascorse a pescare con suo cugino, al ritorno a Pisa e alla vita di città. La casa da ristrutturare ed il cambio di vita, con un trasloco freschissimo, agli occhi di Tiberio Guarente vengono prima di Hellas-Atalanta. Ma non è detta l’ultima parola.

«Se la vedrò? La voglia ovviamente c’è. Dipende se mio figlio però me lo permetterà», scherza ma non troppo Guarente, incastrato nelle giornate del piccolo Enea e adesso piuttosto lontano dal pallone. 

Cuore a metà 

I suoi due grandi approdi Bergamo e Verona, oltre alle vette di Siviglia, pescato dall’Atalanta nell’infornata toscana insieme a Pazzini, Montolivo e poco più tardi Bonaventura prima di maturare nel Verona di Ficcadenti che sfiorò i playoff per la Serie A da perfetto mediano in quel centrocampo per niente male con Italiano e Behrami prima che una rara infezione virale ne condizionasse seriamente l'ascesa.

Realtà

A 37 anni la vita di Guarente scorre tranquilla, fra un bacio alla compagna Valentina e una carezza ad Enea. Anche consigliere comunale in passato, quand’era a Capraia, seguendo le orme di papà Gaetano volato in cielo troppo presto e a lungo sindaco dell’isola. «Verona è una piazza per certi versi senza categoria», la sua prima istantanea, «la dimensione è nella serietà della piazza oltre che nella sua storia. Così come nello spessore della città. Era evidente all’Hellas così come lo è stato nei sei mesi al Chievo. Un calciatore a Verona si sente realmente un professionista. Per tanti motivi».

Dà un’occhiata anche alla contesa del Bentegodi. «Il contesto è l’ideale, per tutte e due. Sia il Verona che l’Atalanta», il quadro di Guarente, «vengono da un buon momento, ma soprattutto la gara s’incastra in un periodo senza pressioni vere. Saranno novanta minuti aperti, in cui varrà la forza dell’Atalanta certamente costruita per guardare in alto ma anche i valori del Verona che anche contro il Milan ha dimostrato di potersela giocare a testa alta con le più forti». Mai banale Tiberio, sempre sul pezzo. Lui di quel Verona era un leader.

Alessandro De Pietro

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