Hellas, l'analisi

«La mia certezza: il Verona si salverà ma deve ritrovare la sua anima»

I gialloblù salutano il pubblico dopo la disfatta contro il Bari (Fotoexpress)
I gialloblù salutano il pubblico dopo la disfatta contro il Bari (Fotoexpress)
I gialloblù salutano il pubblico dopo la disfatta contro il Bari (Fotoexpress)
I gialloblù salutano il pubblico dopo la disfatta contro il Bari (Fotoexpress)

Il Verona si salverà. È quello che ho intravisto nella disfatta storica con il Bari. Una certezza che deriva dalla qualità della rosa, dal livello delle dirette concorrenti e dall’esperienza maturata dal gruppo nelle ultime tre stagioni. L’Hellas insomma deve temere solo se stesso.

Più chiarezza Partiamo dalle prime settimane di mercato. Poco si è capito cosa sia successo nel caso Lazovic. Men che meno vedendo Ilic passeggiare in campo col Bari. Si può continuare a sentire che se Fabian Ruiz se ne andrà al Napoli arriverà Barak? Oppure che se Luis Alberto lascerà la Lazio prenderà Ilic? Ma cos’è l’Hellas un «My Market» sulla Gardesana? Troppe voci e troppa libertà. Forse l’unica cosa chiara, dato anche la trasparenza del diretto interessato, è la questione legata a Giovanni Simeone. Ai margini del gruppo e dentro lo stesso quando gli viene concesso. Più rognosa la situazione di Barak. Il Napoli l’aveva illuso. Se De Laurentiis, come pare, investirà su Raspadori, difficile vi siano soldi pure per il Verona. Le volontà dei calciatori e le richieste del club, diventano un boomerang micidiale per il rendimento della squadra, già fuori dalla Coppa Italia. 

 

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Manca lo spirito Francamente non bisogna dare molto peso agli errori di Gunter (li ha fatti con Juric e pure con Tudor) o delle lacune da terzo basso a sinistra di Magnani(non lo è mai stato e non lo sarà mai). La cosa più preoccupante che è emersa dal ko col Bari, è la mancanza di un’anima. La squadra è sembrata spenta, un po’ come quella che perse per uno a zero la terza di campionato a Bologna. E udite, udite, di nuovi in campo nell’undici iniziale, c’era soltanto Henry. Possibile che in poche settimane si sia perso tutto? Non ditemi che, partito il costruttore e guardiano del Verona, al secolo Tony D’Amico, ci si ritrovi pieni di dubbi e paure? Davvero alla loro età (Faraoni che combini?) molti gialloblù hanno bisogno del cane da guardia per potersi esprimere? 
Troppo facile Ricordare che si è smantellato un tridente da 40 reti(Simeone, Caprari e Barak) e che al loro posto, con grande rispetto, oggi vi sono una riserva e una punta retrocessa nella passata stagione. Scrivere così e dà «salviniani dell’Hellas», pure se è la verità. Spiace per il piccolo grande Lasagna. Lui giocando segna e segnerà ma basteranno le sue reti raggiungere il traguardo della salvezza? Serve riflettere.

 

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Chi comanda in mezzo? Con la «cernierona» in mezzo voluta da Cioffi sono tornate le mezzali classiche ma col Bari chi ha fatto il regista? Il deputato dovrebbe essere Martin Hongla. Un ragazzo dalle enormi potenzialità ma ancora molto lontano dal diventare un regista alla Obi Mikel e Yaya Tourè. Forse gli unici africani ad interpretare un ruolo, che non appartiene storicamente a calciatori dalle grandi qualità fisiche e muscolari. Non facile giocare vicino a Ilic e Tameze, non ancora tolti dal mercato.
 

Cioffi piace ma... Ragazzo perbene e tecnico con buone idee. Però non si faccia risucchiare dalla transizione dolorosa che sta avvenendo in casa gialloblù. Meglio parlare meno e sgomberare con tanto lavoro la testa dei ragazzi. Questo gruppo arriva da due croati burberi e ha rigettato la dialettica di Di Francesco. Ad onor del vero l’ex tecnico della Roma aveva una rosa più competitiva di Cioffi. Ma sono dettagli, perchè l’Hellas si salverà. 

Gianluca Tavellin