Tudor presenta il derby «Venezia spensierato Caro Hellas, non fidarti»

La vittoria che manca  Hellas a Venezia per ritrovare il successo che manca da due partiteIgor Tudor è a caccia della prima vittoria in trasferta FOTOEXPRESS
La vittoria che manca Hellas a Venezia per ritrovare il successo che manca da due partiteIgor Tudor è a caccia della prima vittoria in trasferta FOTOEXPRESS
La vittoria che manca  Hellas a Venezia per ritrovare il successo che manca da due partiteIgor Tudor è a caccia della prima vittoria in trasferta FOTOEXPRESS
La vittoria che manca Hellas a Venezia per ritrovare il successo che manca da due partiteIgor Tudor è a caccia della prima vittoria in trasferta FOTOEXPRESS

Igor Tudor è pronto a tuffarsi nella Laguna. Il suo Verona non teme nè la storia o l’ambiente, nè tanto meno le misure leggermente più strette del terreno del Penzo. «Due metri o poco più mi pare rispetto al Bentegodi» dice, «non saranno un problema». Il Venezia farà tesoro della tattica di Samp e Cagliari? «Per quel che riguarda i sistemi e gli accorgimenti, tante volte si pensa ad un piano A e ad un piano B, ma tante volte c'è da migliorare il piano A. Ci sono gli avversari, i momenti della stagione. La squadra martedì avrebbe meritato di vincere, più che a Genova. Bisogna essere concentrati sulla prestazione, a mano a mano che passa il tempo le partite si vincono con più sacrifici. Poi ogni incontro, è chiaro, fa storia a sé». Lasagna dal primo minuto? «Lo vedremo di più, anche perché Kalinic è indisponibile fino al mese di gennaio. I quattro cambi che abbiamo fatto martedì mi sono piaciuti: è importante, perché chi entra molte volte decide la partita. Kevin era uno di questi». Il Venezia, come matricola, sta sorprendendo... «Loro hanno una certa spensieratezza, di chi non si aspetta niente. Hanno giocatori interessanti, con buona gamba. Se li lasci giocare loro giocano. Sarà importante non concedere le transizioni ed essere al massimo, facendo la cosa più importante di tutte, ovvero non sbagliare nulla Venezia è molto ben preparato e organizzato, specie a livello difensivo. Lottiamo in dieci per salvarci, siamo in tanti. Io non mi fido di niente e di nessuno. Come ho già detto, se hanno quindici punti non è un caso. È una squadra seria, che sta bene e sfrutta le sue doti. Anche l'Empoli ha proposto un bel gioco contro di noi». La formula dei due play può essere riproposta o giocherà Tameze? «Giocherà chi sta meglio ora. Mi aspetto una bella gara da parte nostra». Dawidowicz sta diventando uno dei vostri leader? «È un ragazzo perbene, saggio. La cosa più importante per un difensore è non sbagliare, e lui per noi è un giocatore importante, è titolare anche con la Polonia. Sono fortunato ad averlo, sta diventando anche un leader perché parla di più e trasmette voglia di vincere. Pawel è sempre concentrato e questo lo aiuta molto in campo». Magnani lo vedremo? «Gli altri hanno fatto bene. Lui ha buone doti, come vi avevo già raccontato. Adesso deve dimostrare di meritare di giocare. Sono contento se uno dei miei ragazzi mi mette dei dubbi». Domani possiamo aspettarci qualche cambio in chiave turnover? «Sarà più o meno un proseguimento». D’altronde gli uomini sono quelli. La scelta è discreta ma non ampissima. Tudor ha lanciato dei segnali. «Gli esterni? « il tecnico ha sorriso per alcuni secondi. Equivale a dire che Faraoni e Lazovic non si toccano. Ruegg resta oggetto misterioso, mentre Magnani ha davanti sia Casale che Ceccherini. Hongla, Covid a parte, non ha convinto e per il resto Ilic e Lasagna, soprattutto quest’ultimo dovranno sfruttare ogni occasione buona per emergere. Ma nella testa di Tudor c’è solo il Venezia. Un derby è pur sempre un derby e quindi resta un incontro da tripla. «Loro hanno, ripeto, molto entusiasmo e difendono bene. Toccherà a noi giocare in modo aedguato». Tudor infila la sua auto e per una volta tanto si riposa. «Sì farò così». Due ore prima della partenza per il ritiro. Il derby è già iniziato.•.

Gianluca Tavellin