PAROLA DI MISTER

Tudor non si sbilancia: «Pensiamo al Torino. Il futuro verrà dopo»

Quella di quest’oggi potrebbe essere l’ultima gara di alcuni gialloblù
Passo d’addio? Tudor e Simeone sono in predicato di andarsene
Passo d’addio? Tudor e Simeone sono in predicato di andarsene
Passo d’addio? Tudor e Simeone sono in predicato di andarsene
Passo d’addio? Tudor e Simeone sono in predicato di andarsene

Senza Barak e Faraoni. Il Verona perde due pezzi importanti nell’ultimo ostacolo verso il nono posto e quel record di punti(54) fatto dall’Hellas di Mandorlini. Solo battendo i gialloblù, infatti, il Torino dell’ex Juric potrebbe ancora insidiare il prestigioso piazzamento. Sarà anche il primo ritorno al Bentegodi per Ivan Juric, un «fratello» per Igor Tudor.

Davanti al Toro in classifica, se lo immaginava mister? Abbiamo fatto belle cose, e siamo orgogliosi di questo. C’è da difendere il nono posto. L'obiettivo è dare il meglio, sperando che basti.

Si è parlato di Atalanta per lei. La rivedremo in ritiro? Ci sono ancora due gare. Ci sarà il tempo per discuterne.

Cosa la inorgoglisce di più? Sono felice e orgoglioso della continuità nel voler dare tutto della squadra. Abbiamo quasi sempre fatto le partite nel modo giusto dal primo all'ultimo minuto. È stato merito di tutti, dal mio staff ai giocatori e alla loro predisposizione a soffrire.

Ci fa un punto sulla condizione della squadra? Non c'è Faraoni, e con lui nemmeno Barak. Ci sono però Dawidowicz, così come Sutalo.

Cos'ha Barak? Ha una cosa al dito del piede. Ha stretto i denti domenica, ma oggi non ce la fa.

Può lanciare Cancellieri? Vediamo, se lancio lui non lancio qualcun altro. Proveremo a mettere la squadra migliore in questo momento, c'è da difendere il nono posto. Sarà una gara tosta.

Come si fa a provare a battere Juric? È un incontro simile a quello con l'Atalanta. Sono importanti i dettagli, è una partita un po' diversa rispetto alle altre.

Quanto l'ha aiutata il lavoro di Juric? La base c'era, soprattutto dal punto di vista della cultura del lavoro. Ci sono diversità nel modo di guidare la squadra e di motivarla tra noi. Le somiglianze ci sono, quanto abbia aiutato il suo lavoro è difficile anche per me capirlo.

Per qualcuno sarà l'ultima al Bentegodi. Sarà una motivazione in più? Le motivazioni sono altre, c'è un nono posto da guadagnare sul campo, e penso sia importante. Quello che ha detto lei può incidere, anche se un giocatore non ci pensa, vuole semplicemente essere più forte dell'avversario.

Montipò è cresciuto molto. Sono d'accordo. Gli ho fatto i complimenti, ha fatto una grande annata senza commettere errori gravi. Il merito è suo, e ha uno dei preparatori dei portieri migliori in circolazione.

Quanto è importante l'aiuto del suo staff? È la qualità delle persone che decide tutto. Non sono tutte uguali.

Organizzerete un allenamento a porte aperte? Per me non è un problema, possiamo anche organizzare. È la prima volta che sento parlare di questo desiderio.

Col senno di poi, cosa cambierebbe della gara contro il Milan? Abbiamo fatto una grande gara, decisa da due scatti di quel fenomeno là (Leao, ndr). Ho detto ai ragazzi che sono orgoglioso, perché abbiamo fatto una gara alla pari contro la squadra che vincerà lo scudetto.

Juric ha speso parole al miele per D'Amico. Che rapporto ha lei con lui? Ancora migliore (ride, ndr). C'è una bella sintonia, è una persona forte nel suo lavoro: è stato un piacere lavorare quest'anno con lui e con il presidente. È stato un anno pazzesco, magari tutte le annate fossero così.

Gianluca Tavellin