Hellas di scena a Genova

Tudor. «In questa società sto bene, ma è presto per parlare del futuro»

Igor Tudor (Fotoexpress)
Igor Tudor (Fotoexpress)
Igor Tudor (Fotoexpress)
Igor Tudor (Fotoexpress)

Tudor è in forma. Vuole vedere in faccia tutti nella classica conferenza pre partita. È determinato. Vorrebbe chiudere novembre nel migliore dei modi. Per farlo bisogna andare a punti sia a Genova con la Samp, che in casa con il Cagliari. «Si tratta soprattutto di queste due partite» esordisce l’allenatore croato, «prima c'erano tre partite in sei giorni, adesso è un po' diverso, perché la terza è più lontana. È chiaro che, considerando anche la Coppa Italia, ci sono tante partite: ci sarà spazio quasi per tutti, poi c'è sempre una base che tira per tutta la stagione e altri che hanno un po' meno minutaggio». 
 

Gli assenti Non farà stravolgimenti Igor, anche perchè ha perso Hongla(positivo) e Kalinic(risentimento muscolare). «Abbiamo fatto un buon allenamento, ieri abbiamo fatto rifinitura. La loro vita è questa: nonostante quello che si è fatto ieri, se non ti ripeti, l'opinione cambia facilmente. È crudele, ma è così. Nello sport bisogna sempre schiacciare al massimo l'acceleratore. La differenza tra i campioni e i giocatori normali è questa qua». Tiene sempre alta l’asticella il gigante di Spalato che da quando si è seduto sulla panchina dell’Hellas ha un rendimento spettacolare. Tudor ha raccolto 19 punti in 10 incontri. «Si lo so» ammette, «in questo mese abbiamo fatto più punti di tutti ma da giorni sono dentro la partita contro la Samp. Non è mai facile affrontarla, ha giocatori importanti davanti, vogliono uscire da una situazione di classifica delicata. Andremo con le nostre armi a fare un'altra battaglia». Tra una domanda e l’altra, Igor dà pure delle notizie. «Kalinic ha un problemino al polpaccio e non è convocato. Ma c'è pure Lasagna, vediamo domani». Il tecnico gialloblù prosegue sui singoli. Ilic oltre a star bene sarà in campo. «Esatto, lui giocherà». Qualcosa dive il mister, che dimostra di trovarsi a proprio agio con la tuta del Verona indosso. D’altronde la gigantografia in sede di Juric accanto a quella di Osvaldo Bagnoli è già scomparsa. Da alcune settimane c’è quella dell’ex allenatore dell’Udinese «Mi trovo bene, la società è ben organizzata, in modo semplice: meno persone con potere ci sono meglio è, e qua la situazione è questa. C'è un diesse bravo, presente, d'appoggio all'allenatore. Questo è importante, il presidente ha capito tutto ciò, osserva e dà il suo contributo. Per uno che fa il mio mestiere è importante. Mi trovo bene. Le ambizioni possono ammazzarti, devi concentrarti sul presente e viverlo al meglio».

Classifica bugiarda Tudor inforca la porta dell’avversario di turno. E commenta subito: «La Sampdoria ha un allenatore che ha fatto bene negli anni precedenti, serio e pragmatico. Ci aspettiamo una gara difficile, hanno vinto fuori casa. Dovrebbero avere una classifica diversa. Andiamo là con coraggio e vediamo cosa esce. D’Aversa? L'ho incontrato in un Udinese-Parma, perdemmo in casa: facemmo una grande gara ma loro vinsero grazie ad un paio di contropiedi. Mi è rimasto l'amaro in bocca, speriamo di vendicarci, ma in senso buono». Il gigante di Spalato ride. È una delle due concessioni della vigilia. Il Verona non vince dal 1972 a Genova sponda Sampdoria. Segnò Roberto Mazzanti, uno di quei miti del calcio sì pane e salame ma anche con tanta tecnica. Un Caprari col fisico di Barak e l’armonia del gesto di Veloso. Se arrivasse la prima vittoria in trasferta, l’Hellas muterebbe il suo pedigree. «È normale che a voi e ai tifosi interessino queste cose» conclude Tudor, «ma a me no: è importante fare una gara bella, tutto il resto rischia solo di toglierci qualcosa».

 

Gianluca Tavellin