Tudor fa il pieno d’orgoglio «Una settimana da pazzi Più forti delle difficoltà»

Per Igor Tudor tre punti che valgono doppio FOTOEXPRESS
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Igor Tudor il Covid l’ha avuto un mese fa. Sa bene cosa significhi avere a che fare con il virus che sta mettendo in ginocchio anche il mondo del calcio ma, uno come lui, non si scompone neppure davanti a dieci positività. Tira dritto e punta all’obiettivo. «Sì, è vero, ma la settimana che abbiamo vissuto … roba da pazzi», si lascia scappare dopo la vittoria sullo Spezia mostrando un mezzo sorriso. «I ragazzi sono stati veramente bravi perché, alla fine, conta solamente il risultato. Le scuse, i problemi, le difficoltà, non se le ricorda più nessuno dopo il fischio finale. L’hanno capito e si sono messi a spingere forte sin dal primo minuto. Abbiamo fatto una bella gara, stavamo meglio di loro e abbiamo vinto con merito». Un’analisi che va oltre le tematiche della vigilia. Come a dire che il pallone è spietato e l’unica cosa che conta è salvarsi per davvero, non con le scuse. «Credetemi, non è facile vincere delle partite fuori casa in Serie A», prosegue il tecnico. «Questi sono tre punti importanti, adesso siamo a quota ventisette e questo ci permette di avere ancora più fiducia». Fiducia, non tranquillità. Differenza non da poco «perché è impossibile stare tranquilli fino a quando non si raggiungeranno quei trentasei o trentasette che servono per avere la certezza di restare in A», assicura. Intanto, i tifosi si divertono vedendo una squadra che ha gioco, identità, coraggio e pure delle individualità di spicco come, ad esempio, Caprari. «Gli auguro che questa possa essere la stagione della consacrazione, ne abbiamo parlato proprio due giorni fa assieme. Non deve accontentarsi perché ha delle doti da Nazionale», l’investitura di Tudor. Tra i motivi di soddisfazione anche i rientri e gli ingressi dei nuovi. «Lasagna è in forma, abbiamo rivisto Barak, è entrato anche Kalinic e, poi, ha giocato qualche minuto pure Depaoli. Sarà importante per noi, ci darà una grande mano, mi piace». Ecco, l’unico dettaglio, non da poco, è il Covid. Dieci positivi, prima del fischio d’inizio al Picco. Chissà quanti domenica sera al Bentegodi. «Siamo stati fortunati, tra virgolette, che il virus ha colpito prevalentemente chi ha giocato meno. I titolari c’erano ma, se fosse stato il contrario cosa sarebbe successo …», si domanda il mister. «E il campionato come diventa? Regolare? È giusto così? Una cosa sono le norme ed una cosa è il buonsenso. Lo so che non è facile ma si devono prevedere anche situazioni del genere altrimenti diventa un altro mestiere e io non alleno più. Ecco, per questo faccio i doppi complimenti ai miei ragazzi». Onesto Tudor, dice quello che un po’ tutti abbiamo pensato. E, infatti, la mente va alla partita di domenica. «Non lo so se verrà rinviata o meno», scuote la testa. «So solo che siamo venuti a La Spezia perché le regole erano così e le abbiamo rispettate. Ma restano tante problematiche, bisogna pensarci bene perché è un’emergenza. Un conto è non avere due o tre giocatori, un conto è non averne dodici. Non era mai successo negli ultimi due anni, è una situazione differente. Va seguita la logica, non gli interessi di qualcuno. Bisogna andare avanti, ok, ma non quando c’è un’emergenza. Speriamo nel buonsenso di chi deve decidere».•.

Davide Cailotto