L'ex mediano gialloblù

Damiano Tommasi racconta l'Hellas: «Tutti cercano la giocata»

«I carichi di lavoro sono pesanti ma la squadra c'è»
Damiano Tommasi ha giocato mezz'ora di qualità insieme ai giovani compagni della Top 22 contro il «suo» Verona (Fotoexpress)
Damiano Tommasi ha giocato mezz'ora di qualità insieme ai giovani compagni della Top 22 contro il «suo» Verona (Fotoexpress)
Damiano Tommasi ha giocato mezz'ora di qualità insieme ai giovani compagni della Top 22 contro il «suo» Verona (Fotoexpress)
Damiano Tommasi ha giocato mezz'ora di qualità insieme ai giovani compagni della Top 22 contro il «suo» Verona (Fotoexpress)

Come gioca il nuovo Verona? Com’è Di Francesco? E Kalinic è recuperato? Chi può rispondere con precisione a queste domande? Non c’è dubbio. Un testimone oculare: Damiano Tommasi. L’ex mediano dell’Hellas e soprattutto della Roma Campione d’Italia, ha affrontato da avversario la squadra dell’amico Di Francesco con la casacca del Top 22 Calcio Veronese. «Soltanto ora» dice scherzando Tommasi, «comincio a recuperare dalla mezz’ora fatta contro l’Hellas. Ho visto una buona squadra ma sono di parte e poi ero attento a non farmi ancora male al ginocchio».

 

Il calcio è cambiato. Questa la prima risposta poco soddisfacente. «Allora vi dico» ammette l’ex presidente dell’Aic, «che il calcio è profondamente cambiato. Non so se potrei giocare con gli stessi risultati oggi. Adesso fanno girar palla finchè non trovano il taglio tra le linee. Ero mi inserivo. Una situazione rara». Insomma Chiesa e Insigne sono più micidiali di Belotti e Immobile? «L’Europeo ha detto questo». Quindi Zaccagni? «Grande giocatore» risponde Tommasi, «ma anche Lazovic. Loro sono dei maestri a giocare tra le linee per sorprenderti. Come Faraoni che però parte da dietro».

 

Parola di Difra. All’ex gialloblù, il Verona piace. «Ho parlato con Di Francesco e mi ha detto che ha trovato grande disponibilità da parte dei calciatori. Lui stesso sta lavorando sul gioco anche se è consapevole che la squadra potrebbe cambiare molto dopo il mercato. In campo vi posso dire che tutti cercano la giocata con grande personalità. Palleggio e via il taglio giusto tra la linee».

 

Uno schema. Eccola la deposizione giurata del nostro illustre testimone oculare. «Mi dispiace» racconta, «che Lasagna si sia fatto male. Questa dev’essere la sua stagione. La punta è molto importante nell’economia del gioco, anche quando non segna. In bocca al lupo a Kevin perchè quando ti fai male da solo è sempre un po’ preoccupante. Veloso? Detta tutti i tempi. È una ragazzo intelligente, la sua carriera parla per lui. Questo è quello che ho visto ma il mio è un giudizio parziale e condizionato dai carichi di lavoro che in questo periodo per un calciatore sono micidiali».

 

Damiano Tommasi seguirà maggiormente l’Hellas quest’anno? «Certo, ci mancherebbe. L’importante e dare continuità e restare in serie A. La vicenda del Chievo mi tocca particolarmente. Ricordo il primo derby in serie B, che spettacolo per la città. Mi auguro che riesca a sistemarsi ma il discorso va ampliato. Serve immediatamente la ristrutturazione dei campionati. C’è troppa differenza tra chi riesce a risalire subito in serie A e chi invece è costretto a starsene in serie B. I ricavi si dimezzano a volte toccano il -60%. Ecco perchè tante squadre sono in difficoltà».

 

Dopo la puntata al di là del fiume, l’ex mediano dell’Italia di Trapattoni, torna a parlare di Verona e di dilettanti. «È stata una grande opportunità per i giovani dilettanti, quella di affrontare l’Hellas. Almeno una decina avrebbero potuti essere miei figli (ride ndr). Così va la vita. Hongla? Mi sa che una volta ho fatto pure fallo. Imprendibile. Potrebbe essere la rivelazione della squadra. Me lo auguro». Nei giorni scorsi se ne è andato Silvestri che oltre ad essere un ottimo portiere era un monumento al centro del villaggio gialloblù. «Sì, esatto. Ma non è più come ai miei tempi che erano molto importanti gli uomini spogliatoio. Per sostenere momenti duri, ora ci sono gli staff allargati come in nazionale. Tutto è veloce, gli anni di permanenza in un club si sono abbassati e di molto. Guardate l’incidenza che ha avuto Vialli sul gruppo azzurro». Il finale riguarda il suo nuovo mondo. Quello dei dilettanti.

 

«L’auspicio» conclude Tommasi, «è quello che si possa ripartire senza interruzioni. Sia nel calcio dilettante che in quello giovanile. Il Covid si è già preso abbastanza delle nostre vite. Spero di poter giocare, senza sentirmi di troppo. Finchè il fisico regge, qualche partita la farò». Damiano da Fiera di Primiero, si porterà il grande abbraccio con Eusebio Di Francesco. «Non ne ha bisogno» dice, «ma dategli una mano. È un professionista ed una grande persona».

Gianluca Tavellin

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