Per Verona-Napoli

Tifosi in fuga dalle vacanze: «L'Hellas viene prima di tutto»

Tifosi di ritorno dalle vacanze per l'Hellas

In fuga dalle vacanze. Comanda la fede per l’Hellas, Che anche a Ferragosto non prevede eccezioni. E allora emergono impeccabili piani di rientro. Temporanei o definitivi. Non conta la distanza. Conta essere presenti sugli spalti al fischio d’inizio delle 18.30, stasera, per Verona-Napoli.
E sono tanti i tifosi che hanno programmato la loro “fuga per la vittoria“. A partire da Davide Dal Dosso, 45 anni.

Vacanza spezzatino. «Insieme a mio figlio Pietro saremo presenti alla partita. Consumiamo le ultime ore di vacanza a Jesolo. Poi spezzeremo per il Verona la nostra vacanza. Mare, stadio e poi ripartenza per la costiera Amalfitana. Io sono tifoso da una vita. Prima gara? Verona-Atalanta uno a uno l’anno dello scudetto. Mio figlio ha nove anni. E da tre è tifoso dell’Hellas. La speranza che questa squadra si rinforzi in fretta. Non ci sono state premesse incoraggianti».

Tutta colpa di Ada. Alessio Carbon, 32 anni, rientrerà da Auronzo di Cadore. La fine della vacanza programmata sul giorno della partita. Colpa di...«Adailton. Mi sono innamorato di lui. E ricordo con affetto il Verona di Ficcadenti e i gol di Bogdani. Qui Auronzo è stata invasa da tifosi romani (la località montana è sede del ritiro della Lazio ndr) ed è arrivato il momento di tornare in città per tifare Hellas. Non conta quando. Per l’Hellas il Ferragosto è un giorno come un altro».

Atto di fede. Elia Tavella, 54 anni, torna di corsa dalla Carnia. «Il richiamo della fede. Impossibile mancare. Ho deciso di regalarmi qualche giorno nella terra che mi è stata tanto cara quando ho svolto il servizio militare. Boschi, arrampicate, caserme. Ma poi, c’è il mio Verona. Proprio una fede dal 1974». Per poco Elia ha saltato il mitoco 20 maggio ’73, quando il Verona strapazzò il Milan 5-3 togliendogli lo scudetto.

L’alfabeto Hellas di Elia è molto semplice: «Bagnoli, Elkjaer e Zigoni». C’è un ricordo di Elia che misura la sua smisurata passione per l’Hellas: «Era il 12 maggio 1996. Giorno del battesimo di mia figlia. Ad un certo punto, appena dopo il pranzo saluto tutti. Dovevo andare allo stadio a vedere Verona-Pescara». Ne è valsa la pena? «Certo, abbiamo vinto 4-2».

Dal Lido allo stadio. Franco Castagna, al Lido delle Nazioni con la moglie Mara e gli amici Susanna e Luigi, non vuole rischiare nulla. Sono pochi i chilometri che lo separano da Verona. «Ma ho deciso comunque di rientrare con un giorno di anticipo perchè alla prima del Verona non posso mancare. Alla partita voglio esserci, anche per fischiare il Cholito, dovessimo trovarcelo contro». Quindi: Franco e la moglie Mara già da ieri sera sono a Verona. Partita e poi una sacrosanta settimana di ferie.

Fai e ritorno. Aldo Vassanelli, classe ’58, si divide tra famiglia e calcio. «Porto i figli a Fai della Paganella. Ma poi...penso proprio che li lascerò là per scendere in città e venire allo stadio. Il Verona? Negli ultimi tre anni ci ha regalato grandi soddisfazioni. Io dico che è giusto dare fiducia, sperando che questo gruppo venga rinforzato quanto prima. I conti si fanno sempre alla fine». 

Simone Antolini