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Il personaggio

Henry, dalle lacrime di dolore a quelle di gioia. Lui e l'Hellas hanno riannodato il filo

Thomas Henry: l'infortunio con il Lecce (gennaio 2023), il gol contro l'Udinese (dicembre 2023)
Thomas Henry: l'infortunio con il Lecce (gennaio 2023), il gol contro l'Udinese (dicembre 2023)
Thomas Henry: l'infortunio con il Lecce (gennaio 2023), il gol contro l'Udinese (dicembre 2023)
Thomas Henry: l'infortunio con il Lecce (gennaio 2023), il gol contro l'Udinese (dicembre 2023)

Un gol per rinascere. Un colpo di testa per siglare un nuovo inizio, suo e del Verona. Henry è tornato e la gioia della Bluenergy Arena gli ha fatto provare di nuovo l’emozione di essere un vero calciatore.

Le sue lacrime non lasciano spazio a dubbi, quel gesto lo ha liberato di un peso che lo bloccava come un macigno, perché scrollarsi di dosso il passato con i suoi problemi ed i suoi dolori non è mai cosa facile. Soprattutto se hai avuto un infortunio così grave da condizionarti nel momento clou della tua carriera. Sì, è vero, prima di rompersi il ginocchio Thomas era in procinto di passare al Genoa.

Thomas Henry, un anno dopo

Ma, forse, il destino aveva in mente per lui una strada differente. Magari più complicata ma, chissà, più soddisfacente. Sta di fatto che, a quasi un anno di distanza, lui e l’Hellas hanno riannodato quel filo che sembrava essersi spezzato ed Henry, adesso, può ritagliarsi di nuovo uno spazio importante.

Intanto, il primo passo. Il gol, che per un attaccante è aria. L’abbraccio di tutta la squadra, nessuno escluso, e pure dei tifosi in trasferta ad Udine.

Ecco, lo scenario perfetto per un nuovo inizio. Una rete Thomas non la segnava dal 21 agosto del 2022, una vita fa. Guarda caso, c’era proprio Cioffi in panchina, segno del destino. A quei tempi il Verona sembrava aver portato in riva all’Adige l’uomo giusto per il reparto avanzato. Abile di testa ma capace anche di fare reparto da solo. Uno che, in estate, aveva fortemente voluto la maglia gialloblù. Poi, è successo di tutto. A lui così come alla squadra. 

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Momento buio

Il crociato rotto in quell’inutile scampolo di gara a gennaio è stato il momento più buio, ma il francese ha avuto il merito di non arrendersi. Di ripresentarsi ai nastri di partenza con la voglia di riprendersi il tempo perduto. Baroni l’ha seguito passo passo, mandandolo in Primavera per dargli minutaggio e non facendosi troppi scrupoli a gettarlo nella mischia già a settembre contro l’Atalanta.

Una manciata di minuti, così come contro il Napoli, tanto per fargli assaporare nuovamente campo e partita. A Udine il cambio provvidenziale anche se «Thomas non è ancora pronto e deve lavorare tanto per ritrovare la forma», come ha spiegato il mister proteggendolo dai facili entusiasmi a fine match. Non c’è dubbio che per riaverlo a pieno servizio bisognerà attendere l’anno nuovo. Djuric è un totem dal fisico possente, in grado di spizzare i palloni come pochi, Bonazzoli ha bisogno di un compagno affianco e non può reggere un reparto da solo, Cruz si sta ambientando ed è quello con meno esperienza. 

Pontenziale titolare

In questa situazione Henry è potenzialmente un titolare perché unisce fisico e senso del gol. Dà profondità ma offre anche la sponda ai compagni. Adesso che la squadra ha cominciato ad andare in rete con regolarità, lui potrebbe essere il terminale offensivo ideale. «Speriamo che il mio gol serva per svoltare», si era augurato subito dopo il fischio finale di Maresca. «Questo è bel punto, importante, e mi auguro sia utile per il futuro. Dobbiamo crederci, come abbiamo fatto, sino all’ultimo minuto. Siamo tutti uniti, con l’allenatore e con tutti quelli che lavorano per l’Hellas Verona. Siamo pronti a tutto, nonostante le critiche». Henry ha tanta fame e si sente. Ha voglia di rivincita. Di dimostrate quello che non è riuscito a far vedere in maglia gialloblu e che tutti si aspettavano da lui già l’anno scorso.

Davide Cailotto

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