Il centrocampista tornato ai suoi alti livelli

Tameze non cerca scuse: «Hellas, ora sono me stesso»

Adrien Tameze
Adrien Tameze
Adrien Tameze
Adrien Tameze

Simpatico e sincero. Adrien Tameze è uno spasso. «Stiamo andando benissimo e quindi ogni traguardo è possibile. Certo non possiamo rivincere lo scudetto». La «erre» trascinata come i francesi che si sentono campioni del mondo in qualsiasi settore della vita e quella semplicità che si evince anche dalle giocate in campo.

 

LA VITA PRIVATA

Tameze va a ruota libera o quasi. «Quando posso me ne torno in Francia a trovare la mia famiglia. Capita però un paio di volte a stagione. Quando sono a Verona dormo e ammiro città e Lago di Garda». Già perché l’unico vero incontrista del Verona ha scelto di restare fuori città. Più vicino al campo. «Vivo bene, tranquillo. Serie tv e film su Netflix sono la mia compagnia extra-calcio. La cucina italiana? Mi piace ed è di alto livello ma non chiedetemi se è meglio o peggio di quella francese. Più che Amarone mi concedo qualche bicchiere di Lugana o Bardolino». Lacustre fino al midollo il centrocampista camerunense che ha giocato nelle giovanili della Francia prima di accettare la convocazione nella selezione africana

 

IL VERO ADRIEN

Con Eusebio Di Francesco era apparso un pesce fuor d’acqua e pure Igor Tudor l’aveva centellinato. Sembrava non fosse apposto. Il gialloblù taglia corto e ammette. «C’era il mercato con la possibilità che andassi via. Cose che capitano, poi ero abituato a giocare in un certo modo con Juric. Tutti noi, andavamo uomo contro uomo. Ora è tutto normale, anzi meglio. Abbiamo un fenomeno là davanti. Simeone oltre a segnare ci dà una grossa mano nel tenere la palla e nel farci salire».

Anche Tameze è tornato protagonista. «Vi ringrazio» racconta il gialloblù, «è chiaro che la mia posizione resta quella in mezzo al campo. Ho sempre giocato lì. A Udine mi sono adattato a sinistra. Faccio quello che vuole il mister, dove c’è bisogno». E Tudor ha una grande fiducia di Tameze. «Sì c’è un bel rapporto come con tutti del resto. Abbiamo festeggiato il suo ritorno dal Covid con un bel pranzo a Peschiera. C’eravamo tutti. Siamo un gruppo molto unito. Differenze con Juric? Poche ma ci sono, sia nella visione di gioco che nella qualità. La cosa più importante è che abbiamo ritrovato lo spirito, quello giusto».

 

L'EMPOLI

Lunedì arriva la banda di Andreazzoli e non sarà una partita facile. Nei toscani gioca un certo Liam Henderson che del Verona di Grosso era un punto fermo. Con Aglietti, Henderson ottenne la promozione in A. Lunedì sara battaglia in mezzo al campo anche con Tameze. Sì, sarà una gara tutt’altro che facile. «Per niente semplice» rinforza il concetto il franco-camerunense, «loro sono la rivelazione, almeno fino a questo momento, del campionato. Poi, si vedrà. Sanno come ripartire e soprattutto dove colpire. Dovremo dare il massimo. È un incontro da far nostro per ottenere punti importanti».

 

LE COLONNE

Adrien è un punto di riferimento per molti ma lui non lo dà a vedere. le partite con Juventus e Napoli l’hanno testimoniato abbondantemente. Rapido nella lettura situazionale del gioco e deciso nel rubar palla all’avversario. Adrien ha poi una bella dote. È sempre umile e col sorriso stampato in faccia. «Dite che sono bravò» l’accento è originale, «ma sono altri i fenomeni. L’anno scorso mi ha impressionato “Toni“ Barak. È fortissimo, mentre quest’anno Simeone è un vero bomber. Ragazzo bravissimo e poi di grande spirito. Fa sempre battaglia in campo, oltre ai gol s’intende». È un Verona che può arrivare lontano. Lo ripete spesso Tameze, che nonostante la grande partita e la vittoria contro la Juve ammette:«Dybala è il giocatore più forte che ho visto finora in Italia. In ogni momento può farti la giocata vincente». Paul e la Juve sono un felice ricordato per il Verona. Adesso è tempo di pensare all’Empoli di Andreazzoli per un lunedì da prima serata.

Gianluca Tavellin