Rivoluzione... in progress Ma adesso fuori i guerrieri

La scommessa ha le impellenze e i caratteri di una piccola, grande rivoluzione. Squadra che vince si cambia, in ossequio al bilancio. La priorità del resto è sempre quella di mettere in sicurezza la cassa prima ancora di far tornare i conti sul campo. Sperando che nella stanza dei bottoni - e segnatamente in panchina - il club di via Olanda abbia saputo pescare giusto. Fuori il gioco ma, soprattutto, fuori i punti. L’Hellas che riapre le ostilità stagionali, mettendosi nuovamente all’inseguimento della salvezza, non ha più il tempo di rifiatare e riflettere. A maggior ragione se si considera che il primo impegno è uno dei più tosti. Fuori l’anima, dunque. E lo spirito guerriero. Con la consapevolezza che il reparto d’attacco, riconoscibile punto di forza della squadra 2021-’22, avrà interpreti tutti diversi. Con la certezza che l’allenatore dei 53 punti (e dell’ultimo, formidabile nono posto) è ormai un emigrato di lusso e che anche il maestro di plusvalenze delle più recenti annate ha appena cambiato città e bandiera. Squadra che vinceva è stata pesantemente ritoccata, si diceva. E non è finita. L’analisi compiuta si potrà fare a fine mese, quindi a fine mercato. La convinzione è che le scelte sul nuovo che avanza siano state operate con sensibilità e buon senso. Competenza e motivazioni, idee e spirito, pur sopravvivendo la necessità di operare all’interno di steccati piuttosto angusti. Al responsabile del mercato resta l’urgenza di completare la truppa limitando il più possibile ulteriori sacrifici tecnici; al tecnico quella di cancellare l’imprevisto, disastroso scivolone di coppa di qualche giorno fa e dimostrare che Setti e i suoi collaboratori hanno ancora una volta operato bene. Che nel panorama di giugno era difficile trovare un allenatore più attrezzato e preparato, a dispetto dell’età e dell’esperienza che dovrà ancora costruirsi. Il resto è in carico alla squadra: il campionato è duro. Sempre più duro. E si sa, quando il gioco si fa duro, i duri non hanno grandi alternative.

Francesco Arioli