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Il lutto in casa Hellas

Costa, il dottore in giacca, cravatta e scarpini da calcio. «Giocava con noi le partitelle, lo scudetto è anche suo»

di Gianluca Tavellin
Due grandi ex gialloblù ricordano il medico sociale spentosi a 88 anni
Giuseppe Costa con Franco Nanni
Giuseppe Costa con Franco Nanni
Giuseppe Costa con Franco Nanni
Giuseppe Costa con Franco Nanni

È morto il dottor Giuseppe Costa, aveva ottantotto anni. Per oltre quindici anni medico sociale del Verona. Uno dei personaggi storici gialloblù degli Anni Settanta e Ottanta. Ha vissuto Zigoni e Preben Larsen Elkjaer. Andava in panchina e non era il solo, in giacca e cravatta e con le scarpe da calcio. Con i campi dell’epoca era quasi obbligatorio.

«Ma lui le scarpe» racconta Franco Nanni, «le metteva sempre all’allenamento. Giocava con noi alcune partitelle e non era male».

Calabrese, laureato in Medicina a Messina salì a Verona anche per amore, la moglie Annamaria era di Caprino Veronese. Ortopedico della scuola del professor Marcer, poi passò con il professor Gandolfi, prima di diventare a sua volta primario di Medicina dello Sport a Borgo Trento. Divise con Agostino Franzoni prima il ruolo di medico sociale, poi con il dottor Biscardo ai tempi dello scudetto.

Capitan Tricella è stato tra i primi a farsi sentire con la famiglia. «È stato il nostro 17esimo uomo in campo» ricorda Luciano Marangon, «sempre con la battuta pronta. Era molto legato a Osvaldo Bagnoli. È un Campione d’Italia anche lui. Era puntiglioso. Una grande persona di una bontà d’animo incredibile. Quando se ne vanno perdi un pezzo di te. L’ho sentito parecchie volte negli ultimi anni».

In panchina ai tempi d’oro Giuseppe Costa veniva sempre dopo il «Ciccio» Mascetti. Amava scherzare e qualche volta si avventurava in una frase dialettale dalla quale emergeva tutta la sua veronesità alla «Caputon» tanto per citare un altro personaggio come Roberto Puliero. La grandezza di «Peppino» stava anche nel raccontarmi la storia del «Ribaltìn» ovvero un cappotto double face.

Ai tre ragazzi ormai cresciutelli come Antonio, Laura e Alberto vanno le condoglianze di tutta L’Arena.

I funerali si terranno oggi, martedì 20 febbraio, alle 16 in San Luca. 

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