Per Pazzini, Borini e Veloso resiste l’incognita-scadenza

Fabio Borini in rete contro la Juventus lo scorso 8 febbraio FOTOEXPRESSGiampaolo PazziniMiguel Veloso
Fabio Borini in rete contro la Juventus lo scorso 8 febbraio FOTOEXPRESSGiampaolo PazziniMiguel Veloso

Paradossi del Covid-19. Che mettono paura e generano incertezza. Il campionato di serie A, tra rinvii e tentativi di rilancio, si allungherà di oltre due mesi oltre la sua naturale scadenza. E qui scatta il paradosso spazio-temporale. E la domanda che ancora non ha trovato risposta: Pazzini, Borini e Veloso andranno a scadenza il 30 giugno che cosa faranno? In questo momento c’è un vuoto normativo. Non una regola certa. E va fatta chiarezza in fretta. Soprattutto, per questi tre tesserati in scadenza non esiste l’obbligo di prolungare un contratto in scadenza. La data limite resta la solita: 30 giugno 2020. Ma stavolta non basterà. Perché l’emergenza da coronavirus ha cambiato le carte in tavola, sconvolto anche il calcio. Costretto, adesso, faticosamente a ripartire. Con date inedite, con un clima che potrebbe rivelarsi infernale per i tanti attori costretti a vivere una storia mai raccontata fin qui. BUCO NERO. C’è un grande buco nero che il sistema calcio dovrà chiudere il prima possibile, perché l’Hellas ha tre giocatori nel limbo, e non è certo poca cosa, tenendo conto del valore dei tre elementi della rosa di Juric. Quindi, il club di Maurizio Setti dovrà essere messo in condizione di avere tra le mani gli “strumenti” per andare a contrattare il futuro prossimo con Pazzini, Borini e Veloso. Situazioni molto diverse tra di loro. Il Pazzo è a chiusura di un’avventura quinquennale con il Verona. Più le gioie che i dolori. Tanti i gol. Ancora incertezza su quello che potrà accadere nella prossima stagione sportiva. Di sicuro, l’attaccante toscano non pare intenzionato a chiudere la sua carriera. L’ingaggio stagionale di Pazzini è pari a un milione e trecentocinquantamila euro. La società dovrà trattare le due mensilità estive. Si tratta di una rinegoziazione che potrebbe anche non tenere conto di quanto percepito fin qui mensilmente dal giocatore. Nella ricerca di un’intesa potrebbero avere valore ipotesi legate al futuro. Ma a oggi non risultano contatti tra società e Pazzo per la discussione di un rinnovo per un altro anno di A. ANCORA INSIEME. Discorso diverso per Miguel Veloso. Trovato l’appoggio normativo, dovrebbe essere pura formalità trovare anche un punto di equilibrio tra domanda ed offerta nel determinare le spettanze per i mesi di luglio ed agosto. Il portoghese ha un ingaggio di 400mila euro, e Juric da tempo gli ha consegnato le chiavi dell’anima del Verona. Hellas e Miguel dovranno prolungare per un paio di mesi e trovare poi accordo per la stagione successiva. Non dovrebbero esserci particolari problemi. E BORINI? Fabio ha contratto da due milioni. Pure lui scade il 30 giugno. Poi sarà libero di volare altrove. Forse lontano dall’Italia, forse in Premier. Qualcuno dice pure in Messico. Dunque, conti alla mano, e divagazioni a parte, l’ex del Milan percepisce mensilmente circa 170mila euro. Il conto potrebbe essere presto fatto: 340mila euro in più a chiudere il ciclo dei quattordici mesi insieme. Ma c’è già qualcuno che si domanda: ma se non ci fosse accordo? Il Verona potrebbe trovarsi senza di loro per l’ultima parte di stagione? Vedremo. GLI ALTRI. Per i giocatori di proprietà e in prestito il discorso è diverso. Le indicazioni da parte della Fifa, trasferite all’Uefa e recepite dalle Federazioni, prevedono che le società debbano trovare la soluzione migliore per allungare i contratti già in essere, e il calciatore non deve essere privato di nulla rispetto ai contratti prescritti nel corso della stagione. A oggi – in teoria – non sono previsti appesantimenti degli ingaggi ma il costo del giocatore andrebbe spalmato su quattordici mesi anziché dodici. Pure qui, però, andrà fatta ulteriore chiarezza prima del restart della stagione. Rispetto al passato c’è un’altra novità: dovrebbero rimanere vigenti le date di sottoscrizione preliminare dei contratti, previsti per il 1 giugno. Tradotto: si può fare un contratto ad un nuovo giocatore, tenendo conto che le competizioni erano concluse. Ma se dovesse rimanere questa data si creerebbe un fastidioso paradosso: un giocatore del Verona che oggi firma per la Fiorentina, potrebbe trovarsi a giocare nel corrente campionato contro la squadra per la quale ha appena sottoscritto il preliminare di contratto. Questa situazione creerà un’anomalia storica. Un’altra situazione da risolvere in fretta. •

Simone Antolini

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