Dopo l'addio a Tudor

Partenze, arrivi e modulo: ecco come sarà l'Hellas di Cioffi e Marroccu

Gabriele Cioffi
Gabriele Cioffi
Gabriele Cioffi
Gabriele Cioffi

Tutto previsto. Tudor va, Cioffi arriva, D’Amico saluta, Marroccu è il nuovo che avanza. L’Hellas vive la rivoluzione dei quadri tecnici. Un altro allenatore, finito sul trampolino di lancio in gialloblù, se ne va. Era successo la scorsa stagione con Ivan Juric. E il gioco a “carte coperte“ di Maurizio Setti, ospite giovedì di TeleArena, è stato interrotto dalle dichiarazioni arrivate ieri da Tudor. Il presidente (indicando Igor come prima scelta e smentendo contatti diretti con Cioffi) aspettava un segnale entro la prossima settimana. Tudor si è manifestato in anticipo. Ma, al di là del gioco delle parti, tutto era già stato praticamente deciso. 
Nuova scommessa. L’Hellas, dunque, riparte da una nuova scommessa: Gabriele Cioffi, reduce dalla sua prima esperienza come capo allenatore in serie A all’Udinese. Francesco Maroccu, invece, è ai saluti con il Brescia di Massimo Cellino ed è successore designato di D’Amico.
Entrambi hanno accettato di “scommettere“ sull’Hellas di Setti, destinato a perdere pezzi importanti e di grande pregio. Deciderà il mercato. Molto probabilmente, però, Tameze, Casale e Barak saranno destinati a partire. Mentre, a oggi, non c’è alcuna certezza sulla possibilità che il club di Setti vada al riscatto di Simeone. 
I motivi dell’addio. Tante, troppe variabili. E Tudor ha deciso di non rimanere. «Decisione difficile» ha spiegato proprio l’allenatore croato, «perché nel Verona ho trovato un ambiente di lavoro e un gruppo di giocatori e uomini fantastici che mi hanno permesso di esprimermi al meglio e di creare una redditizia sintonia con il Club, grazie alla quale abbiamo ottenuto risultati straordinari». 
Oltre il prestigio. Nono posto in classifica, record di gol in serie A, miglior media punti stabilita da un allenatore (sempre Tudor) nella massima serie italiana. L’idea accarezzata di un sogno che profumava d’Europa. Poi, però, a bocce ferme, Tudor e Setti non hanno trovato la sintonia e i presupposti necessari per continuare insieme. L’Hellas, ogni anno, scommette su se stesso. 
E l’allenatore ha fatto altra scelta: «Ci ho riflettuto a lungo» spiega il tecnico croato, «confrontandomi con il presidente, di cui ho apprezzato schiettezza e trasparenza nell’espormi i programmi per la prossima stagione, ma entrambi abbiamo convenuto che non c’erano tutti i presupposti che sarebbero serviti per proseguire insieme un percorso. Alla luce di ciò era giusto separarci». Tudor potrebbe andare al Galatasaray, o trovare casa in altro club europeo. Scartata le ipotesi Atalanta e Bologna (confermati Gasp e Mihajlovic) restano poche porte aperte in Italia. 
Nuovo modulo? Il percorso tecnico, adesso, verrà condiviso da Cioffi e Marroccu. Il 3-5-2 è nelle corde del tecnico fiorentino. Riadattabile ad una rosa pensata per il 3-4-2-1. Ma non è da escludere che si possa vedere, la prossima stagione, un Hellas schierarsi in campo con il 3-4-1-2. L’idea di calcio di Juric e Tudor ha messo in evidenza la grande importanza dell’intensità, con e senza palla. Cioffi propone un calcio arioso, ordinato, dinamico, di attacco condiviso. Già questa è buona base per ripartire. Lo scheletro dell’Hellas è ben delineato: Montipò, Ceccherini, Gunter, Dawidowic, Coppola, Faraoni, Lazovic, Ilic, Veloso, Hongla, Lasagna, Caprari. Poi anche Cancellieri, Retsos, Praszelik, oltre al rientro di Magnani. E da qui in avanti le variabili. E il nuovo mercato in entrata e uscita destinato a dare volto diverso al Verona.

Simone Antolini