L’AGENDA

Marroccu: «Hellas, ancora due colpi». Ma deve uscire il Cholito

La seconda parte dell’intervista rilasciata dal direttore gialloblù
Simeone verso Napoli Ma si attende il decollo della trattativa (foto Fotoexpress)
Simeone verso Napoli Ma si attende il decollo della trattativa (foto Fotoexpress)
Simeone verso Napoli Ma si attende il decollo della trattativa (foto Fotoexpress)
Simeone verso Napoli Ma si attende il decollo della trattativa (foto Fotoexpress)

Qualcosa è cambiato. Non solo per i tanti movimenti di mercato. L’Hellas ha perso la sua traccia con il passato. E non solo per il cambio di modulo (dal 3-4-2-1 si passa al 3-5-2). Qualcosa è cambiato perché a cambiare sono le facce e gli uomini. Soprattutto lo stare in campo del nuovo Hellas. Nella seconda parte del faccia a faccia con il direttore Francesco Marroccu si è parlato anche di questo. 

«Mi sono presentato dicendo che il mio obiettivo era quello di non cambiare il dna dell’Hellas. Cospargendomi il capo di cenere, posso dire di aver sottolineato quanto la presenza di Simeone fosse funzionale a quel tipo di calcio» che ora non può più essere con l’addio imminente dell’argentino. «Ma credo che con l’arrivo di Cioffi si possano mantenere quelle caratteristiche di solidità, di fisicità, di arrembaggio e di propositività sul campo. Ad ogni modo, quando in un ingranaggio cambi anche solo una vite, le cose non sono mai le stesse».

Si chiude decisamente un ciclo. Che, di fatto, si era di per sé già chiuso con gli addii di Tudor e di D’Amico. «Che noi si debba andare sulla falsa riga dell’ultimo Hellas, lo confermo. Ma che sarà l’Hellas di Cioffi, di Marroccu e di tutti i giocatori nuovi che sono arrivati concedetecelo, e poi giudicateci».

Il Cholito è in partenza da sempre. Non resterà al Verona, questo lo sanno tutti. Ma il passaggio al Napoli non è ancora cosa fatta. Il suo addio, nelle parole del direttore, va a snaturare il senso dell’attacco atomico dell’Hellas di Igor. «Con Simeone» spiega Marroccu, «siamo stati chiari dall’inizio. È stato riscattato sulla base di un impegno, di un accordo raggiunto con il ragazzo che ha la necessità di soddisfare la sua ambizione e di andare a giocare in club che disputi le coppe. Questa è la premessa. Ma, strada facendo, questa premessa è stata illuminante anche per il discorso tattico del mercato dell’Hellas: nelle valutazioni fatte con Cioffi, abbiamo ritenuto che un giocatore così specifico nell’attacco alla profondità abbia reso Barak e Caprari funzionali a quel sistema di gioco. Sono diventati non a caso i tre tenori. Se noi avessimo tenuto i due tenori con un centravanti come Henry, Piccoli e lo stesso Djuric, che hanno caratteristiche diverse, avremmo fortemente rischiato di intasare il reparto e di non poter fruire dei due... tenori rimasti. Non è stata una strategia studiata. Il mercato ci ha portato a prendere le migliori punte trattabili in quel momento, gli allenamenti ci hanno fatto capire che questi potevano essere segnali da ascoltare».

Per due che andranno, altri due entreranno? «Posso dire che all’Hellas mancano ancora due acquisti e che comunque, se ci dovessero essere altre uscite, riferendomi a Simeone ed a Barak, prenderemo anche degli altri giocatori che possano sostituirli». Il mercato continua.

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Simone Antolini