Intervista all'attaccante mantovano

Lasagna, sarà il tuo anno? «Grazie al Verona, dico sì»

«Quest’anno l’Hellas ha un modo di giocare più profondo e quindi adatto alle mie doti»
L’attaccante mantovano è già in grande condizione come dimostrano le reti segnate in questa prima parte di stagione
L’attaccante mantovano è già in grande condizione come dimostrano le reti segnate in questa prima parte di stagione
L’attaccante mantovano è già in grande condizione come dimostrano le reti segnate in questa prima parte di stagione
L’attaccante mantovano è già in grande condizione come dimostrano le reti segnate in questa prima parte di stagione

Il mattino ha l’oro in bocca. L’appuntamento è molto presto nella sede dell’Hellas. E forse anche per questo, la chiacchierata con Kevin Lasagna scivola via come quando lui taglia realmente l’erba con uno scatto dei suoi. «Bene» racconta l’attaccante gialloblù, «io e mia moglie Arianna siamo felici. A Tommaso si è aggiunta da poco Rachele. Hanno 2 anni e 8 mesi di differenza e sono uno spettacolo». Eccolo qui, il ragazzo di provincia, che ha voluto fortemente il Verona.

«L’ho detto al mio procuratore» rivela Lasagna, «non voglio muovermi da qui. Tra l’altro ho appena acquistato casa in Valpolicella». Che contraddizione per un astemio come Kevin. Dopo la risata racconta, «Esatto. Pensa che al risotto con l’Amarone preferisco i tortelli di zucca o delle mie parti. Verona è una città stupenda ma a noi piaceva avere un po’ di verde. In campagna a poco minuti dalla città».
 

Ricordi padani. Bello, pulito e amichevole. Kevin è uno che è arrivato al successo partendo dalle categorie inferiori. E poi ha questo legame con la nostra terra. Inutile girarci attorno e qui la questione politica non c’entra. Siamo padani. «Vero, però nel mantovano abbiamo più nebbia che qui a Verona». Sorride questa scheggia impazzita gialloblù, che vorrebbe continuare a parlare di tutto, perchè sa che qui gli vogliono bene. «Capiscono il mio impegno» racconta, «chiedono un selfie o un autografo. Alla domenica ci spingono ma durante la settimana, ti lasciano vivere con grande rispetto. Sento di dover dare tanto, sono pronto».

Ma è vero che sarà l’anno di Lasagna? «E perchè no?» risponde Kevin, «con Cioffi si è cambiato modo di giocare e questo può avvantaggiarmi. C’è tanta ricerca della profondità. Non pressiamo alti come l’anno scorso e quindi ho più spazio. Ma i gol, seppur belli non contano. Iniziano a valere da domenica». Fu un errore nel gennaio del 2021 pensare che con Lasagna, il Verona avesse acquistato una punta centrale? «Quello che chiedeva Juric, era venire incontro. Una modalità di stare in campo, che conoscevo poco. Ho lavorato anche con Tudor su quest’aspetto».

Kevin si deve allargare e dev’essere servito con palla dentro o predilige pure quella sopra la testa? «Tutte e due» racconta la punta gialloblù, «Con i tempi giusti vado a nozze». 

Un momento della chiacchierata con Kevin Lasagna nella sede gialloblù (Fotoexpress)
Un momento della chiacchierata con Kevin Lasagna nella sede gialloblù (Fotoexpress)

Lingua universale. Chissà come se la cava la scheggia mantovana con il francese. Saprà dire qualcosa in più di Bonjour? Messaggio abbastanza diretto. «Hai ragione» ride, «non lo so il francese ma con Henry mi trovo benissimo. Thomas è un ottimo compagno di reparto. Ma in generale i nuovi arrivati sono ragazzi molti umili e bravi. Mi trovo benissimo pure con Piccoli e Djuric. Dai siamo un bel reparto». 

Grande professionalità. E il Cholito come vive essere ai margini di tutto ciò? «Non deve essere semplice» commenta Lasagna, «un giorno sembra fatta con un club, il giorno dopo con un altro, non è facile. Mentalmente è dura. Noi siamo professionisti ed il mercato fa parte del gioco. Mi alleno con lui ed è fantastico. Un impegno costante, il suo».

Kevin è a suo agio nella grande sale delle conferenze stampa della sede gialloblù. C’è il tempo per tornare sui ragazzi portati da Marroccu al Verona. Alessandro Cortinovis ha colpito per personalità. «Sì è vero» commenta l’attaccante gialloblù, «lui è un personaggio e non solo per come porta i capelli. È entrato nello spogliatoio in punta di piedi ma si è impegnato alla grande fin dall’inizio. Ha qualità». 

«Partire forte». Ma qual è la ricetta di Lasagna per ottenere un’altra salvezza? Lui ha le idee molto chiare. «Bisogna partire forte il 15 agosto e poi dopo la lunga sosta a gennaio. C’è poco da fare. L’intento è quello di avere una classifica più che discreta prima delle pause». A proposito il Monza è fuori dalla lotta per non retrocedere? «Mah, hanno fatto tanti investimenti ma c’è da trovare l’amalgama. Non sempre avere tanti calciatori di qualità è un vantaggio. Il calcio resta sport di squadra. Noi guardiamo in casa nostra».

Ambiente unico. A proposito, non sempre andar via da Verona, ha portato bene. Amrabat e Kumbulla hanno avuto i loro problemi, Borini è sparito dai radar e lo stesso Tudor è in difficoltà a Marsiglia. Altri hanno fatto bene ma non tutti. «Significa che qui c’è l’ambiente giusto, la filosofia vincente. Veloso, Berardi, Faraoni e in generale in molti, accolgono con poche regole chi arriva. Sta funzionando benissimo». Fammi un esempio? «In partitella se prendi un calcio, non ti fermi. Non esistono prime donne. Si scherza quando è consentito, altrimenti pancia a terra e via. Se andiamo al 110% siamo temibili, se caliamo al 90%, siamo battibili. Queste sono le cose che ci diciamo». Kevin deve andare. L’ultima battuta è sulle reti di pregevole fattura realizzate in questo pre-campionato. «Senza dubbio» conclude l’attaccante mantovano, «la più bella è stata la prima con l’Hoffenheim. Spero quest’anno di tornare in doppia cifra. Sarebbe un bel modo di ripagare la società per aver creduto in me».

Gianluca Tavellin