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La Roma tenta l'Hellas: Diawara in cambio di Silvestri

Diawara e Silvestri
Diawara e Silvestri

Da dove partire? Difficile perchè un’indiscrezione, che è molto più di una semplice voce, scuote l’ambiente gialloblù. Roma sempre nel destino del Verona, come ai tempi di Anzalone e Garonzi. Fonseca vuole da subito un altro portiere per tentare la scalata al titolo o quanto meno un ingresso in Champions. Marco Silvestri è il più accreditato. Per tentare il Verona che avrebbe risposto: «Ne parliamo a giugno», il diesse Tiago Pinto ha messo sul piatto della bilancia Amadou Diawara, 23enne guineiano. Una proposta indecente, in grado di far vacillare Tony D’Amico, mentre Juric potrebbe avere un mediano più forte di Amrabat.

 

LE RAGIONI DEL SÌ. Il giocatore che regalò involontariamente tre punti al Verona nella prima di campionato, ora si attende solo l’ultimo grado di giudizio, è quel calciatore che andrebbe a colmare il vuoto lasciato da Amrabat e soprattutto innalzerebbe notevolmente la forza e la tecnica del centrocampo scaligero. Diawara non trova spazio con Fonseca e, complice qualche errore di troppo, pare sia in difficoltà. D’Amico lo insegue da quando era apprendista diesse e lo conosce come ragazzo dai tempi del San Marino, prima ancora di Bologna. Setti non si spaventa, anche perchè, pare abbia promesso a Juric almeno un top player. Il presidente gialloblù, abile giocatore di blackjack si trova con una dote di fiches o cips nel gergo del poker niente male(27 punti) e soprattutto con «l’insurance» di Zaccagni (tra i 12 e i 14 milioni con bonus). Pensate ancora che sia indecente accostare Diawara al Verona?

 

LE RAGIONI DEL NO. La prima unica è quella riguardante Marco Silvestri. Le sue mani ed i suoi piedi sono parte integrante del miracolo Hellas. Difficile separarsene, subito a gennaio, poi. La Roma più che a Olsen, secondo portiere all’Everton, pensa a Mirante in grado di giocare e far la chioccia. Ma D’Amico avrebbe idee diverse per sostituire Silvestri. L’altra cosa difficile da superare sarebbe l’ingaggio di Diawara che a Roma percepisce un milione e 100mila euro netti a stagione. Se il Verona vuole crescere e puntare a qualcosa di diverso, è chiaro che gli emolumenti di certi giocatori devono essere adeguati. Nel caso si allungherebbe il contratto di Diawara.

 

JURIC CON DIAWARA. Il Mago di Spalato con il centrocampoista guineiano, potrebbe davvero sistemare definitivamente anche per il futuro la metacampo. E il romanista darebbe, ne siamo certi, un’altra impennata alla propria carriera. Europa col Verona o rilancio per tornare in un grande club? Qui sfioriamo il fantacalcio ma Amadou avrebbe già espresso a D’Amico una grande ammirazione per il gioco dell’Hellas e il lavoro del mister.

 

IVAN, IL TOP PLAYER DI SETTI. Intanto anche col Crotone, il Verona ha mostrato idee di gioco e carattere. Juric è il più grande illusionista di questi tempi sulle panchine della serie A. I limiti del Verona, com’è capitato nella ripresa col Crotone, vengono mascherati da un’organizzazione di gioco rigorosa e ferrea. Un modo di stare in campo abbastanza unico per le formazione di fascia media e alta, quando l’Hellas si trova in fase di non possesso palla. Condizione atletica e fedeltà totale all’allenatore fanno il resto. Il Verona è un mix tra giocatori che vogliono riscattarsi(Kalinic l’esempio di lampante) e giovani pronti a dare tutto (Dimarco, Ilic e Lovato). Lo si è visto nel secondo tempo di sofferenza con il Crotone. Il resto col Crotone l’hanno fatto Zaccagni, Tameze e Barak. Nell’ostinata difesa e continuità che il mister vuole dare a Kale, c’è la chiave per arrivare in meno di due mesi alla salvezza e poi cercare di migliorare i 49 punti dello scorso anno...

Gianluca Tavellin
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