Al Bentegodi alle 20.45

L’ Hellas torna a casa: Tudor spera nel fortino

Antonin Barak è stato ben controllato dai blucerchiati
Antonin Barak è stato ben controllato dai blucerchiati
Antonin Barak è stato ben controllato dai blucerchiati
Antonin Barak è stato ben controllato dai blucerchiati

«Vinci per noi Hellas Verona...». Mai come stasera, un successo degli uomini di Tudor sarebbe accolto con grande soddisfazione da parte dei Butei. Ieri in più di quattrocento non hanno voluto mancare all’appuntamento con la storia. In Piazza Isotta Nogarola è stata scoperta una targa per ricordare il luogo dove furono fondate le Brigate Gialloblù giusto cinquant’anni fa. Battere il Cagliari ed issarsi a quota 22 sarebbe ancor più importante del successo sull’Empoli.

 

Onoratele  Lo chiedono i tifosi alla squadra per il 50esimo delle Brigate. I Butei in Piazza Nogarola FOTOEXPRESS
Onoratele Lo chiedono i tifosi alla squadra per il 50esimo delle Brigate. I Butei in Piazza Nogarola FOTOEXPRESS

 

Subito un segnale. Dopo il ko di Marassi, campo davvero tabù per il Verona, dare un altro scossone da tre alla classifica, significherebbe cancellare qualche dubbio emerso contro la Sampdoria. La tenuta psico-fisica e quell’intensità, che si è abbassata come una batteria di una vecchia auto, colpita dal primo freddo stagionale. Nessun rilievo oltre il dovuto per un gruppo che potrebbe pagare una naturale flessione. Meglio giocare con astuzia un match che per il Cagliari di Mazzarri, ha già il sapore dell’ultima spiaggia. Vincere questa sera, significherebbe, mettere per intero un piede nella serie A 2022/’23.

Tre pedine. Contro i sardi, mister Tudor non potrà attingere a piene mani dalla panchina. Appaiono certi i rientri di capitan Veloso e Gunter. Due pilastri del Verona di Juric e molto ben visti pure da Igor. A Genova Gunter, si è solo riscaldato. Era prevista una giornata di stop per il tedesco. Serviva ricaricare le pile, dopo l’incertezza con l’Empoli. Contro gli attaccanti rossoblù, servirà tutta la sua fisicità e capacità di leggere le situazioni. In cabina di regia, sicuro il rientro di Veloso. Il portoghese nulla ha potuto nel finale di Marassi, quando è stato gettato nella mischia, ad un quarto d’ora dal termine. A lasciare loro il posto dovrebbero essere Ceccherini e Ilic. Condizionale d’obbligo, perchè Ivan, Bessa e Lasagna potrebbero rappresentare il terzo cambio, del tecnico croato. Ilic al posto di Tameze? Difficile.

 

 

Oppure alto dietro a Simeone, con Caprari sacrificato all’inizio? E poi ci sarebbe Kevin. Ma Tudor non lo vede accanto a Simeone, insostituibile oggi, con magari Barak a suggerire. Ecco perchè, sarebbe una sopresa se Igor, cambiasse tre elementi rispetto a Genova. Miguel e Koray saranno, presumibilmente, le uniche novità. L’undici di partenza dovrebbe vedere Montipò tra i pali con davanti a sè Dawidowicz, Gunter e Casale. In mezzo al campo Tameze e Veloso con i due esterni collaudati: Faraoni e Lazovic. Barak e Caprari mezz’ali con Simeone di punta.

Non sarà semplice. E poi c’è quella dichiarazione a fine partita del Ferraris di Tudor che ha fatto capire tante cose. «Non dobbiamo e possiamo vincere tutte le partite» ha ricordato con grande saggezza il gigante di Spalato. Quasi a voler parare preventivamente qualche critica o meglio, ricordare a tutti che l’obiettivo resta la salvezza ma soprattutto che il gruppo ha effettuato una rincorsa pazzesca. Il Bentegodi, dunque, fortino del Verona con quindici dei diciannove punti, conquistati davanti agli occhi di Osvaldo Bagnoli. Ma i successi su Roma, Spezia, Lazio, Juve ed Empoli non devono ingannare. Ovvero non essere dote sulla quale cullare sogni di gloria o peggio, accontentarsi. Riaccendere il motore per battere un’altra diretta concorrente. Domenica si va a Venezia. La laguna, magari non come Genova, ha saputo in passato regolare qualche pagina triste. Meglio chiedere un ulteriore sforzo stasera a Montipò e soci. Per la squadra, il club e soprattutto per quei cinquant’anni fatti di gioie, dolori ma soprattutto grande passione delle Brigate Gialloblù.•.

Gianluca Tavellin