Il debuttante e la statistica

L'Hellas pensa al futuro di Cancellieri, «principe azzurro». Tutte le presenze dei gialloblù con l'Italia

Matteo Cancellieri con la maglia della Nazionale
Matteo Cancellieri con la maglia della Nazionale
Matteo Cancellieri con la maglia della Nazionale
Matteo Cancellieri con la maglia della Nazionale

L’ultima volta che un calciatore del Verona indossò in gara ufficiale la maglia della nazionale maggiore, fu il 10 giugno del 1987 a Zurigo. In realtà furono due: Roberto Tricella e Gigi De Agostini. L’Italia trascinata da Vialli vinse per 3 a1 sull’Argentina Campione del Mondo in carica, con Diego Armando Maradona in campo. Sabato, a distanza di 35 anni, è successo nuovamente. L’avversario sempre di prestigio: la Germania. Roberto Mancini ha lanciato Matteo Cancellieri, classe 2002. Un’ala dalla falcata importante, che l’Hellas ha portato a casa dalla Roma nell’affare Kumbulla. Cinque minuti più recupero per il ragazzo, che è entrato con la nota foga. Voleva spaccare il mondo e si è visto, cartellino giallo compreso. Lui è un selvaggio della fascia, che va ancora plasmato. Vent’anni non sono molti e Matteo ha numeri di rilievo. Nella sperimentale di questi tempi c’è spazio anche per lui. Il Ct azzurro, vuole dimostrare ai club italiani miopi, che in Italia i giovani ci sono ma vanno incoraggiati e «usati». 
Anno difficile Cancellieri in campo col Verona da subentrato nella prima gara di campionato col Sassuolo, titolare contro l’Inter nella è in rete contro il Lussemburgo al suo esordio con l’ Under 21. Non c’è mai stato niente di banale nella breve carriera di Matteo Cancellieri. Il valore di mercato appena arrivò al Verona era di centomila euro. Oggi sarebbe già intorno ai quattro milioni di euro. Sembra una vita fa. Tanto è cambiato. Ed invece stiamo parlando soltanto dell’inizio della scorsa stagione. E pensare che Matteo, sorpresa nel precampionato della gestione Di Francesco, subito brillante in Coppa Italia e, poi, seduto in panchina con l’arrivo di Tudor ad imparare un ruolo non suo ma propedeutico per i suoi destini a Verona. «So benissimo che è un’ala», aveva spiegato il tecnico croato, «ma nel nostro calcio bisogna anche saper difendere». Tradotto: se davanti hai un Barak che sta facendo la sua miglior stagione della vita e nel modulo della tua squadra si gioca con un esterno a tutta fascia, conviene completarti come giocatore così da avere qualche chance in più. E così ha fatto. Mai una parola fuori posto. Solo tanto allenamento e la voglia di spaccare il mondo dimostrata ad Empoli quando Tudor l’ha gettato nella mischia per l’assalto finale e quando l’ex ala romanista l’ha ripagato con il passaggio filtrante su Simeone nell’occasione del primo rigore ma soprattutto per la rete del pareggio, nella gara dove mancava in pratica metà squadra. 
Difficile collocazione Il problema, però, era: al posto di chi poteva giocare Cancellieri? Con Faraoni, a destra non c’era storia. A sinistra Lazovic, altra certezza. Qualche metro più avanti c’erano Barak e Caprari, due intoccabili. E poi c’era pure Lasagna, altro giocatore sì ma con il corpo puntato sempre verso la porta avversaria. Insomma, il “deb” azzurro ha avuto la strada chiusa in gialloblù. 
Il futuro Matteo Cancellieri è legato al Verona sino al 2024. Un contratto che potrebbe anche essere allungato da parte del club. La condizione, naturalmente, è quella che il giovane possa trovare spazio nel possibile 3-5-2 di Gabriele Cioffi. Altrimenti è meglio pensare ad una vendita all’Udogie, per intenderci, per portare a casa del denaro oppure cercare la strada di un’eventuale prestito, dopo aver però allungato il contratto del gioiellino romano.

 

 


In buona compagnia Comunque vada, Matteo Cancellieri è entrato in un ristretto club di giocatori del Verona che hanno giocato nella Nazionale A. Si parte dal famoso Levratto, per arrivare sino ai favolosi Anni Ottanta con Fanna, Galderisi, Di Gennaro, Tricella e De Agostini. Insomma una bella soddisfazione per il giovane esterno gialloblù.

Gianluca Tavellin