Il personaggio

L'ex Vignola: «L'Hellas ha la giusta aggressività. E Barak ha il mio sinistro»

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Beniamino Vignola
Beniamino Vignola
Beniamino Vignola
Beniamino Vignola

«Con l’Empoli ho iniziato la mia discesa ma sono fiero di aver giocato in tutte le categorie». Chi parla è Beniamino Vignola, per molto «Mino» e per pochi «Franco». È stato insieme a Pierluigi Cera e Damiano Tommasi forse tra i prodotti del vivaio gialloblù più importanti. Lui che, prima di Jorginho, si è aggiudicato la Coppa dei Campioni nella terribile notte dell’Heysel. Vignola, il vice-Platini alla Juve, ha disputato oltre 70 partite con l’Empoli, prossimo avversario del Verona.

«Iniziò in quegl’anni la favola dei toscani» racconta l’ex numero 10 dell’Hellas. «Con me c’erano giovani di avvenire come Galante, Caccia, Montella e Di Francesco».

 

DIFRA SFORTUNATO

E proprio con l’ex tecnico gialloblù, Mino si è sentito di recente. I due avevano giocato insieme «Mi sembrava giusto perché nel calcio serve molta fortuna e qui, Eusebio, ne ha avuta poca» prosegue Vignola, «si è negativizzato dopo tempo. Spero per lui sia finita la serie negativa. “Stavano arrivando giocatori importanti come Simeone ma non ho avuto tempo“ questo mi ha raccontato». Da doppio ex, Beniamino era al Bentegodi con la Juve. «I gialloblù di Tudor hanno stravinto. Un’aggressività così era da tempo che non la vedevo. Siamo molti soddisfatti anche come sponsor».

 

L’IMPRENDITORE

Ride Vignola che è nel Cda di Vetrocar. In un certo senso la maglia dell’Hellas non l’ha mai tolta. «È vero il marchio è sulla schiena ma va benissimo. In Italia abbiamo 250 punti vendita, 30 sono nostri, gli altri in franchising. Il Verona con il suo gioco e le sue vittorie ci sta facendo molta pubblicità».

Mino, dove giocheresti nella squadra di Tudor? «In panchina» ride, «sono troppo veloci e aggressivi e poi c’è Barak. In molti dicono che ha il mio sinistro, dico che lui è più potente». Sempre modesto Vignola, che vinse pure il bronzo con l’Under 21 nel 1984 all’Europeo ma soprattutto vinse uno scudetto e una Coppa delle Coppe da protagonista.

 

COME PABLITO O NANU?

Passa il Verona ai raggi X, il buon Mino. «I gialloblù si muovono bene su tutto il campo e con grande cattiveria. Poi c’è quello là che la butta sempre dentro. Simeone è in uno stato di grazia. Se è un mix tra Paolo Rossi e Galderisi? Si, il paragone ci sta. Rossi però era più rapido del Nanu e per questo segnava di più». Come non dar ragione all’ex talento veronese che giocò con entrambi.

Vignola segue con grande interesse il calcio e come molti, ha un debole per le squadre nelle quali hanno militato. «L’Empoli viaggia col vento in poppa. È una squadra ben costruita. Il resto lo fanno ambiente e allenatore. La società come capacità ricorda il Chievo dei bei tempi. Sempre attenti a valorizzare i giovani. Il mio Hellas dovrà stare attento perché anche nelle gare che ha perso, la squadra toscana ha sempre impressionato».

 

IL SOGNO

È sempre un piacere parlare di calcio con Mino. Vignola esordì in A con Chiappella, nel lontano 1978/79 realizzando quel sogno che per altri giovani veronesi rimase tale. «Nel vivaio del Verona c’erano grandi talenti. All’epoca però era difficile trovare spazio. Penso ad uno come Paolino Girardi, un fenomeno che avrebbe potuto fare una grande carriera. Mi fa piacere che l’Hellas continui questa tradizione con tanti ragazzi bravi come Casale o Cancellieri. Tornando alla Prima squadra credo che si possa sognare. A parte Napoli e Milan vedo tutte squadre alla portata dell’Hellas di Tudor. Quindi perché non sognare?».

Gianluca Tavellin