L'odissea del calciatore prima di approdare all'Hellas

Kallon, l’inferno alle spalle: «Che gioia il primo gol in A»

Yayah Kallon esulta dopo aver siglato l’1-1 nella gara contro l’Empoli (FotoExpress)
Yayah Kallon esulta dopo aver siglato l’1-1 nella gara contro l’Empoli (FotoExpress)
Yayah Kallon esulta dopo aver siglato l’1-1 nella gara contro l’Empoli (FotoExpress)
Yayah Kallon esulta dopo aver siglato l’1-1 nella gara contro l’Empoli (FotoExpress)

Otto mesi a piedi per scappare dalla Sierra Leone ed arrivare a segnare in Serie A. La storia di Yayah Kallon ha dell’incredibile. Degna di un film. Certo, di persone che fuggono dalla guerra e dalla fame per sfondare nel mondo dello sport ce ne sono state tante, ma quello che ha passato Yayah è clamoroso e rende la sua prima gioia in gialloblù decisamente speciale. È il 2015 quando mamma e papà prendono una decisione drastica, far emigrare uno dei loro figli perché abbia un futuro migliore. Da solo. Yayah, 14 anni, non vuole, ma in Sierra Leone i ragazzini come lui vengono sistematicamente reclutati con la forza dalle milizie armate e mandati al macello con un fucile in mano. Impossibile restare. «I miei genitori avevano paura che succedesse anche a me, così hanno deciso di farmi partire», ha raccontato Kallon ripercorrendo la sua giovane ma incredibile vita. «Il viaggio è stato lungo e difficile. All'inizio ero da solo. Poi, lungo il percorso, ho incontrato ragazzi di tanti paesi, dalla Costa d'Avorio al Senegal al Mali e anche se non parlavamo la stessa lingua abbiamo fatto gruppo. Il momento peggiore, però, è stato sicuramente il periodo in Libia». Otto lunghissimi mesi di cammino tra mille pericoli per scoprire che la meta da raggiungere, in realtà, è l’inferno. «Lì non c'erano regole e incontravi ragazzini che giravano armati. Per pagarmi la traversata via mare ho lavorato, dalla pulizia nelle case al muratore e quando sono riuscito a raccogliere i mille dinari che servivano mi hanno rapinato, così ho dovuto ricominciare da capo».

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Non ci si crede, eppure per molti ragazzini è così. Anzi, addirittura peggio. Perché Kallon, a differenza di tanti altri, è riuscito a coronare il suo sogno. Per arrivare in Italia, però, ha superato prove terribili. «Quattro ore di viaggio rinchiuso in un bagagliaio di un’auto con altri quattro ragazzini da Bengasi a Tripoli con la possibilità di respirare solamente attraverso alcuni buchi nella carrozzeria. Ci mettevo la bocca sopra per cercare ossigeno. Per sei mesi non ho parlato con mia madre che mi pensava morto e nel, frattempo, anche mio fratello è stato rapito». Col barcone fino a Lampedusa, poi Scicli e l’Italia continentale. Inizia una nuova vita e il calcio ne è la parte più importante. Il provino con la Virtus Entella va male, ma a Genova qualcuno ha l’occhio più lungo e lo porta nelle giovanili del Grifone dal Savona. Nel Genoa si rivela devastante. Scatti, dribbling, gol e assist. Una vera promessa.

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Il destino, però, si intromette di nuovo e Yayah deve fare i conti con una frattura al perone. Roba seria, che può stroncarti. Kallon ne ha viste di peggio e torna più forte di prima superando anche questa. Ballardini rimane stregato da lui e lo convoca in prima squadra. L’esplosione nella prima gara ufficiale del 2021/2022. Ingresso in Genoa-Perugia di Coppa Italia e gol splendido col mancino per il 3-2 che ha portato i rossoblù ai sedicesimi del torneo. Cambiano gli allenatori e non mancano neppure i guai muscolari, Yayah finisce ai margini. Marroccu si ricorda di lui e decide di scommettere sul quel ragazzino che ne ha passate di ogni.

Ecco, quindi, l’Hellas e la notte magica di Empoli. 105 secondi per segnare, all’esordio in gialloblù, la sua prima rete in Serie A. Adesso, è Kallon mania. Prima, tanti lo ritenevano un acquisto inutile. Lui va per la sua strada «perchè devo restare a questi livelli il più a lungo possibile», spiega dopo la rete. Domani la Sampdoria. Un derby per lui che, ai tempi delle giovanili, ci ha pure segnato contro. Da grande, invece, solo cinque minuti al Ferraris. Dopo la prova di mercoledì sera, Cioffi potrebbe aumentare il suo minutaggio, anche se ora c’è più concorrenza. Tanto Yayah non si ferma davanti alle difficoltà.

Davide Cailotto