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Verso Juve-Verona

Prandelli, il doppio ex: «L'Hellas amore per sempre. Baroni un condottiero»

Esultanza di Cesare Prandelli per la vittoria dell'Hellas sulla Juve nel 2000
Esultanza di Cesare Prandelli per la vittoria dell'Hellas sulla Juve nel 2000
Esultanza di Cesare Prandelli per la vittoria dell'Hellas sulla Juve nel 2000
Esultanza di Cesare Prandelli per la vittoria dell'Hellas sulla Juve nel 2000

Un ricordo per sempre. Una fotografia da consegnare a chi non c’era. Con dedica. «Ci siamo dipinti i capelli di giallo e di blu per festeggiare la promozione in A dell’Hellas (era il 1999 ndr). E abbiamo giocato una partita con i Butei della Curva. Il calcio crea nuove famiglie. A Verona ho trovato amore infinito».

La storia di Cesare Prandelli in gialloblù (dal 1998 al 2000) è nota. «Due stagioni meravigliose e un ricordo indelebile. Verona mi sta sulla pelle. E non ho mai smesso di seguirla». Oggi si vivono momenti di fatica. «Vero, ma questo fa parte del dna del Verona. Sa che deve lottare dall’inizio alla fine. Ma resto positivo».

 

Baroni al centro

C’è Baroni che prova a trovare la via dell’Illuminazione. «Marco è allenatore serio e preparato. Avete un condottiero alla guida della squadra. Va trovato l’equilibrio strada facendo. Ma ho visto un Hellas che lotta e che può giocarsi le sue carte».

Manca il gol. O almeno: ne arrivano pochi, pochissimi. «Bonazzoli li può fare. Sta tutto nelle sue corde. Il ragazzo ha talento». Già, talento: ne serve molto a questo Hellas che resta in linea di galleggiamento su un oceano pieno di inquietudine. «Organizzazione. Questa è la parola per restare vivi. E il Verona è organizzato».

Sabato si va a Torino. La Juve è reduce dalla vittoria di San Siro contro il Milan. «A Milano ha raccolto una vittoria pesante. Li ho visti determinati, in crescita. Hanno lanciato un segnale al campionato».

 

Nuovi leader

Sara durissima per il Verona che cerca leader di campo. «Mi sono innamorato di Lazovic, per come gioca, per come sta in campo, per la positività e la carica che riesce a trasmettere ai suoi compagni. Questo, almeno, è quello che avverto. Ma c’è anche Faraoni. Capitano, non a caso, costruitosi nel tempo. Giocatore di temperamento, in grado di dare grande sostegno alla squadra. Ma credo di fare torto a qualcuno perchè dimentico senz’altro giocatori importanti».

 

Feeling speciale

«Il campo, le vittorie, la promozione e quei due anni trascorsi lì a Verona mi hanno permesso di entrare in una dimensione nuova. Sarei rimasto per sempre. Poi tutti sanno come è andata. Ho creato un legame indissolubile con i veronesi e con i Butei».

Amo profondamente Firenze e amo Verona. Trovo che lo “spirito“ delle due Curve sia molto simili. Il tifoso veronese lo conquisto rispettandolo. Non ti chiede la luna nel pozzo. Ti chiede solo di essere onesto, di dare tutto, di mettere l’anima e di onorare la maglia. Lo abbiamo fatto e tra squadra e pubblico si è creato un feeling speciale. Certi rapporti non nascono per caso. Un messaggio al popolo dell’Hellas? Lì ho sempre lì. nel cuore. E li resteranno per sempre».

Simone Antolini

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