Alle 15 in campo contro il Torino

Juric fa l’impiegato: «Hellas, obbedisco. Il mio anno più bello»

Ivan Juric (Fotoexpress)
Ivan Juric (Fotoexpress)
Ivan Juric (Fotoexpress)
Ivan Juric (Fotoexpress)

Sembra sereno Ivan Juric, almeno via video. Nell’Italia dei trentamila in Piazza Duomo e degli assembramenti nei centri storici, resistono le video conferenze prepartita e gli stadi vuoti. Vai a capire tu...Una cosa è certa. Juric dà sempre titoli oppure tituli come diceva lo Special One.

 

«I contratti ci sono da entrambe le parti e sono da rispettare. Poi il lavoro è un'altra roba. Quando firmi lo fai con stima reciproca, poi le cose cambiano. Però quando firmi, firmi: entrambe le parti accettano. Tony (D’Amico ndr) mi dice “Ivan, alla fine sei un impiegato come me“. Per cui faccio l'impiegato». Ci mancherà, quando, speriamo il più tardi possibile, Juric se ne andrà. Come si fa a non voler bene ad un uomo che parla in modo diretto, soprattutto nel mondo del calcio. Parliamo di istintività e non ci addentriamo su questioni tecniche ed economiche.

 

«Penso non si sia capito cosa abbiamo fatto quest'anno, è stato sottovalutato tantissimo» racconta il tecnico di Spalato, «non si vede quello che stanno passando squadre come il Torino, che appartengono a un'altra dimensione, anche a livello economico. È una grandissima soddisfazione: ero incazzato dopo Spezia, ma riflettendoci dico che è il mio miglior anno da allenatore in Serie A». Juric è orgoglioso ed anche onorato. Se resterà sulla panchina del Verona o allenerà in Italia, affronterà la Roma di Mourinho.

 

«Ho letto tutti i suoi libri» rivela Ivan, «tanti anni fa toccava argomenti di cui si dibatteva poco nel calcio. Spero torni quello di dieci anni fa, che torni ad offrire il calcio che proponeva dieci anni fa, che ultimamente non ho visto».

 

 

Di Marco gonfia la rete all’andata con un gran sinistro al volo. Per i granata pareggerà Bremer FOTOEXPRESS
Di Marco gonfia la rete all’andata con un gran sinistro al volo. Per i granata pareggerà Bremer FOTOEXPRESS

Sogno azzurro

Parla con Lasagna e Zaccagni della possibilità di andare all'Europeo? La risposta è negativa ma subito dopo dà una spiegazione. «Zaccagni visto nel girone d'andata meriterebbe di andarci. Lasagna deve migliorare, nella partecipazione del gioco, nell'ampliare il suo repertorio». Juric va a ruota libera e confida che gli piacerebbe replicare i 49 punti della passata stagione. «Mi farebbe piacere per i ragazzi». Il sorriso del mister è amaro. Ed è presto spiegato perchè.

 

«Quando vendi tutti i giocatori, fai tante plusvalenze» commenta Juric, non è facile ripetersi, migliorare, inserire qualcuno di nuovo, è stato un lavoro in cui abbiamo dovuto mettere tutto. È stato veramente duro, ne parlavo anche con D'Amico. Penso che i ragazzi siano stati veramente bravi. Qualcuno dei nuovi arrivi ha dato una mano importante».

 

Assenze importanti.

«C'è anche da considerare che Veloso l'abbiamo avuto poco e Gunter l'abbiamo avuto meno. Lazovic poi, sta facendo bene ma non l'abbiamo sempre avuto al massimo. Con tutti questi elementi ci siamo salvati a dieci giornate dalla fine, mi sembra un grandissimo lavoro».

 

La partita col Toro, come del resto quelle che mancano da qui a fine campionato, passa in secondo piano. L’incontro con Setti non c’è stato ed allora Juric sfrutta l’occasione per parlare del futuro.«Ricordo bene che clima ci fosse quando sono arrivato. Ricordo la partita a Foggia, di menefreghismo e delusione totale, e quello che c'è adesso, con quello che abbiamo creato attraverso le plusvalenze. Di questo sono molto orgoglioso». Qui sarebbe facile affondare il colpo della retorica relativa all’ingaggio o al fatto che Juric era a spasso quando Setti rinunciò ad Aglietti. Ma non è così. Non serve a nulla stare da questa o dall’altra parte. Sarebbe bello che si trovassero presidente e allenatore.

 

Benassi a casa

«Benassi è tornato a Firenze. Il calcio è così. Quest'anno la difficoltà è stata anche questa: Vieira e Benassi, due giocatori di spessore, non li abbiamo quasi mai avuti. Giocherà Pandur, è importante vedere il giocatore». Il finale Juric lo riserva ad un giovane e a un fedelissimo. «Ci sono giocatori che hanno un peso impressionante. Peso nello spogliatoio, nella parola, nel gesto, nel modo di allenarsi. In questo grupp è mancatoVeloso. Salcedo è un 2001 che secondo me sta facendo un bel percorso, di maturazione come persona e come giocatore». Oggi si torna in campo e chissà come andrà... •.

Gianluca Tavellin

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