Dopo Verona-Torino 1-1

Lo strappo di Juric: «La società non mi è venuta a parlare: brutto segnale, mancanza di rispetto»

Juric con Dario Marcolin (Fotoexpress)
Juric con Dario Marcolin (Fotoexpress)
VERONA-TORINO VISTA DAL CAMPO (FOTOEXPRESS)

Ivan Juric ha parlato ai microfoni di Dazn dopo il pareggio contro il Torino.

In risposta a D'Amico («il mister è più di un dipendente, è l'artefice dei risultati di questi due ultimi anni»), ha spiegato: «Con Tony c'è un rapporto fraterno, è il più calmo fra noi due. Io sono un po' più cattivo: abbiamo fatto una roba allucinante in questi due anni, il fatto che la società non parli con me è un brutto segnale, mancanza di rispetto verso di me».

«Lavoriamo con il cuore, ti fai dei film, ma se non vedi lo stesso entusiasmo e la stessa volontà, la vedi male. Adesso ci sono tre partite: sono un impiegato e lavoro, ma lavorare bene è un'altra cosa. Mi aspettavo di più dalla società. L'onestà va al primo posto, quando metti tanto impegno e volontà ci rimani male». 

«Oggi partita stradominata, fantastica: in questa partita c'è il lavoro di due anni. Sono molto soddisfatto di come interpretiamo le partite: speriamo di stare nella parte sinistra della classifica. Mi dispiace che tanti giocatori forti che abbiamo non siano nostri. Bisogna che abbiamo la volontà di migliorare: abbiamo ribaltato la parte sportiva, ma dobbiamo essere supportati da un altro entusiasmo».

Riccardo Verzè

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