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L'intervista

Pacione: «Al Chievo hanno fatto una porcata. Cosa penso dell'Hellas? Ogni bene»

Marco Pacione ex Hellas e storico dirigente del Chievo
Marco Pacione ex Hellas e storico dirigente del Chievo
Marco Pacione ex Hellas e storico dirigente del Chievo
Marco Pacione ex Hellas e storico dirigente del Chievo

«Baroni? Quante battaglie in campo, però era un difensore corretto». Chi parla è marco Pacione, doppio ex del confronto di domani tra Verona e Atalanta. Il «Pacio» a Verona trovò la prima Europa da protagonista, oltre che all’amore. «Sì è vero in quella partita al Bentegodi, ero quasi uno “straniero“».

Vent’anni la voglia di emergere in una grande Atalanta. «C’erano Stromberg, Donadoni, Soldà. Magrin e Agostinelli. Il Verona si giocava il titolo platonico di Campione d’Inverno. Poi sei mesi dopo avrebbe vinto quello scudetto storico. Che squadra!».

Già e Pacione, veronese d’adozione con grandi trascorsi al Chievo da dirigente ricorda tutto. «Il sabato in ritiro al Due Torri, come i grandi club. Atalanta buona formazione ma l’Hellas faceva paura. Neve e ghiaccio. Giochiamo sotto zero. Segna Bruni ma a poco dalla fine siamo bravi a battere una punizione in velocità, Donadoni centra e io in anticipo giro la palla sul palo distante di Garella». Un bel gol, aggiungiamo. «Vent’anni tocco il cielo con un dito. Poi verrà al Juve e anche il Verona».

Marco Pacione in gol col Verona contro il Milan
Marco Pacione in gol col Verona contro il Milan

Realtà
Il «Pacio» sta ultimando una nuova casa insieme alla moglie Esmeralda, perchè Gianmarco ha preso ormai il volo. «Più piccola, poi c’è quella di Pescara per il mare, ormai ho sessant’anni».

Ride Marco, che proprio non lo vediamo nel ruolo di anziano sbircia cantieri. «Eppure sono qui, nel mio, a casa. Cosa penso del Verona? Ogni bene. Una squadra solida con grande spirito. Baroni è uno di temperamento con le idee chiare mi piace».

Manca un Pacione? «Non lo so. Ho visto che Bonazzoli è cresciuto molto. È un buon attaccante. Mi piace pure Ngonge ma a volte come si accende, si spegne. Gli serve più continuità. Djuric, invece, ha dato sempre il massimo. Ma ripeto è la mentalità dei gialloblù che mi piace».

Verona collettivo intrigante per l’ex attaccante gialloblù che giocò con Paolo Rossi e Prebel Larsen Elkajer. Ma che partita sarà quella con la Dea? «Bella e dall’esito per niente scontato. I bergamaschi sono favoriti ma al Bentegodi col Verona sarà dura per tutti, ne sono certo. I nerazzurri hanno un po’ cambiato il modo di giocare e in questi ultimi anni hanno investito molto ma l’Hellas è compatto e sa quello che vuole».

Tre anni - Marco Pacione ha giocato dal 1982 al 1985 con l'Atalanta e dall'86 al '90 col Verona
Tre anni - Marco Pacione ha giocato dal 1982 al 1985 con l'Atalanta e dall'86 al '90 col Verona

Salvezza
Sollecitiamo l’ex attaccante di Sonetti prima e Bagnoli poi, sulle possibile rivali del Verona.

«Bisogna avere un po’ di pazienza» precisa Marco, «almeno direi fino alle fine di ottobre. Poi dovrebbero delinearsi i valori. Così, dico che Salernitana e Empoli sono un gradino sotto alle altre. Frosinone, Cagliari, Genoa e Udinese sono lì col Verona. Al momento Sassuolo e Lecce appaiono fuori da questa griglia ma il campionato è lungo. Credo che l’Hellas abbia operato bene sul mercato e abbia un grande atteggiamento. Aver vinto lo scontro diretto con l’Empoli e fuori casa è stata una cosa molto positiva».

Pacione oggi è il diesse del Vigasio, che milita nel Campionato di Eccellenza. «Mi hanno coinvolto alcuni amici, mi sto divertendo. Il Chievo? Hanno fatto una “porcata“. Ci sono dei limiti per alcune società, per altre non è così. Ma siamo in Italia. Qualcuno col falso in bilancio se l’è cavata con una multa onerosa, capirai. Fa male ma le cose stanno così. Campedelli? Sta bene, ve lo saluto».

Gianluca Tavellin

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