L'intervista

Hellas, ecco Sutalo: «Non mi tiro indietro se c'è da attaccare»

Bosko Sutalo (Fotoexpress)
Bosko Sutalo (Fotoexpress)
Bosko Sutalo (Fotoexpress)
Bosko Sutalo (Fotoexpress)

È stato il giovane difensore della Croazia più pagato degli ultimi anni. A Bergamo hanno sborsato quasi sei milioni di euro per averlo. Tony D’Amico l’ha prelevato negli ultimi giorni di mercato dall'Atalanta, con la formula del prestito con diritto di riscatto e controriscatto. Bosko Sutalo, classe 2000, è alto 188 centimetri ed ha personalità da vendere. Risposte secche e precise alle domande.

 


Sei un difensore universale?
Sì. Sono un difensore che vuole giocare molto con la palla, mi piace andare avanti. Se mi capita spingo sulla fascia e non mi tiro indietro sulle palle inattive in attacco.
 

Che differenze hai trovato tra Gasp e Di Francesco?
Nell'Atalanta si gioca uomo contro uomo, ma anche bassi. Con Di Francesco partiamo dal basso con la costruzione dell’azione. Questa è una squadra fortissima con ottime individualità in ogni reparto.

Come arrivate al prossimo tour de force?
Lunedì avremo una partita importante: dovremo prendere punti nelle prossime gare, perché siamo partiti con due sconfitte evitabili, contro l'Inter abbiamo preso due gol da ingenui. A Bologna sarà un’altra musica.

Che rapporto hai con Pandur? È vero che ti ha spinto qui?
Abbiamo giocato insieme due gare in Nazionale, vincendole entrambe. Adesso siamo tornati, dovremo recuperare ed essere pronti per lunedì. È un compagno di squadra ed un amico. Sono qui perché Verona è una bella piazza, qui i giovani possono esprimersi. Ho avuto un'offerta anche a gennaio, ma l'Atalanta allora decise di tenermi. Alla seconda offerta ho parlato con Ivor, anche prima con Colley, e mi hanno detto che questa è un ottimo club per crescere. Devo lavorare bene, devo studiare ogni giorno ed essere pronto per giocare.

Più centrale o più fascia destra?

Ho giocato spesso da terzino nell’ultimo periodo, anche in Nazionale, perché posso fare bene quel ruolo. Centrale resta il mio ruolo. Mi piace avere la palla tra i piedi ed impostare.

Cosa rappresenta per te l'Hellas?
Sono qui in prestito, ma in questo momento mi interessa solo il Verona e solo questa stagione, poi vediamo. Voglio crescere qui, vogliamo restare in Serie A.
Che gruppo hai trovato qui a Verona?
Ragazzi splendidi, mi piace qui. Gasperini e Di Francesco sono allenatori diversi, ma entrambi bravi. Non posso dire molto altro perché sono qui da pochi giorni.

Come stai fisicamente?
Ho giocato due partite dopo molto tempo. A Bergamo con l’Atalanta ho fatto fatica ma davanti avevo dei campioni. Sono un po' stanco, ma sono pronto per lunedì.


L'attaccante più forte affrontato e il difensore più forte?
Il più forte è Ibrahimovic. Mi sono allenato con Romero, per me è un top player. Ma in Italia altri sono bravissimi.
 

Quale compagno ti ha impressionato di più?
Zaccagni, che però è andato alla Lazio. Tutti i giocatori sono ottimi, poi sono arrivato da poco tempo, mi occorre qualche settimana in più per valutare.
 

La maglia numero 31?
L'ho indossata in Croazia, poi all'Atalanta ho preso il 4. Mi piace Sergio Ramos, che ha il 4, che però era già occupato. Dunque ho scelto il 31, che per me è un numero speciale.

Gianluca Tavellin

Suggerimenti