Intervista a Nereo Bonato: «Vi racconto com'è Di Francesco»

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Nereo Bonato (FotoExpress)
Nereo Bonato (FotoExpress)

Il caldo è insopportabile, come il clima della notte di Pescara. Nessun venticello marino ma solo afa, insulti e botte. Era il 13 giugno del 2010. La squadra di Di Francesco contro l’Hellas di Vavassori, chiamato dal diesse gialloblù Nereo Bonato, per cercare di raddrizzare la barca in extremis.

Un vantaggio enorme dilapidato dai gialloblù di Remondina nella stagione regolare e poi, il giovane arbitro Massa, incapace tra i più incapaci, che non dà un paio di settimane prima un rigore solare per fallo su Ciotola, al Bentegodi davanti a 26mila spettatori. Pescara è il crepuscolo di Bonato, cuore gialloblù. «Avrei dovuto attendere, venire qualche anno più tardi al Verona» disse l’ex portiere della Primavera scaligera di mister Domenico Casati che, difficilmente a Napoli con Ottavio Bianchi, avrebbe fatto fare negli successivi quegli interval training a Diego Armando Maradona. All’Antistadio, sì. A tutti quanti. Verona nel cuore ma una carriera trascorsa in buona parte a Sassuolo, quella del Nereo, portiere dai calzettoni bianchi.

Ultimi scampoli nei mesi scorsi e siamo già nel 2021, con la Cremonese di Arvedi. Ora, il Nereo, è in attesa di squadra. «Fa parte del nostro lavoro. Spero di tornare in pista» ammette Bonato, «mi chiami per Di Francesco, lo so. Ci siamo sentiti due giorni».

 

AFFARE PER DUE

Nereo Bonato è stato per tre stagioni il responsabile tecnico di Eusebio Di Francesco al Sassuolo. Nel 2013 contese a lungo la promozione all’Hellas di Mandorlini, poi ci andarono entrambi, più il Livorno di Paulinho. «Sono contento che il mister sia arrivato a Verona. È un affare per due. Per l’Hellas, perchè può dare continuità al lavoro fatto da Juric e per Di Francesco che può rilanciarsi alla grande. Tra l’altro anche all’epoca che arrivò a Sassuolo, giungeva da un momento poco felice al Lecce. Lui ha fatto un unico errore, secondo me, accettare la Sampdoria piuttosto che il Cagliari. Viene a Verona con l’esperienza di questi momenti poco felici. È un ragazzo molto intelligente e sensibile. Sa focalizzare le problematiche e ripartire».

 

POCHI CAMBIAMENTI

L’occasione è ghiotta con l’ex direttore di Verona e soprattutto Sassuolo. È vero che adotterà la difesa a tre? «Non l’ha mai fatto, però me l’ha raccontato» ci svela Bonato, «Non getterà a mare il lavoro di Juric, anzi. Darà un senso a quello di bello, che hanno fatto i gialloblù in queste due stagioni. Un 3-4-3 oppure un 3-4-2-1 alla Di Francesco però. Più palleggio meno pressione alta rispetto a Juric. Davanti per me farà qualcosa di diverso. Di Francesco è un amante degli inserimenti e delle catene. È un allievo di Zeman, non bisogna dimenticarlo. È una bella sfida quella di Eusebio con l’Hellas. Hanno tutto per fare bene anche nella prossima stagione».

 

IL MERCATO

Con Bonato è inevitabile parlare di mercato. «Ho letto i giornali, parlo con i colleghi e vedo però scritte cose improponibili sui social. Defrel è bravissimo. Un giocatore che ho avuto ma non può andare al Verona. Certo Di Francesco lo accoglierebbe a braccia aperte ma non rientra nella politica della società. Poi, per carità, può accadere di tutto. D’Amico è validissimo e punta sui giovani. E poi l’Hellas l’investimento l’ha fatto a gennaio con Kevin Lasagna che portai all’Udinese» ricorda Bonato, «credo che i gialloblù faranno tanto in difesa, qualcosina in mezzo ed in attacco. Sulla fasce sono formidabili. Non credo che per l’obiettivo salvezza, ci siano altre squadre con due esterni come Faraoni e Lazovic».

La telefonata è cordiale. Bonato non ha lasciato il segno come avrebbe voluto al Verona ma è stato apprezzato per la signorilità per come ha chiuso la sua avventura in gialloblù. A proposito, qual è un altro pregio del neo mister scaligero Eusebio Di Francesco? «Chiederà delle caratteristiche specifiche ma raramente farà dei nomi. Torniamo al discorso Defrel. Potrebbe andare come peculiarità. Però o il Sassuolo va incontro al Verona oppure difficilmente la società sparerà tutto quello che può in un’unica operazione. Ribadisco la squadra è già molto competitiva. Ci sono cinque o sei elementi fortissimi. Zaccagni, Barak, Veloso, Faraoni, Tameze e Lazovic. Non so cosa accadrà col portiere. Silvestri è stato fondamentale in queste due stagioni. Comunque, un’ossatura solida. Resta solo da completarla». Alla Cremonese è rimasto Ariedo Braida e presto potrebbe essere ufficializzato Giacchetta dell’Albinoleffe. Bonato attende il proprio turno, nel calcio va così..

Gianluca Tavellin

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