Alle 20.45 a San Siro

Igor Tudor carica il Verona: «Contro il Milan ce la giochiamo. E senza Ibra è meglio»

Parla il mister gialloblù che cercherà di mantenere la sua imbattibilità
Igor Tudor, mister del Verona Hellas
Igor Tudor, mister del Verona Hellas
Igor Tudor, mister del Verona Hellas
Igor Tudor, mister del Verona Hellas

Risoluto e concentrato. Igor Tudor mantiene questa immagine anche prima della sfida avvincente col Milan a San Siro. «Abbiamo lavorato tanto con chi è rimasto» attacca subito l’allenatore gialloblù. I nazionali hanno fatto bene, hanno vinto tutti, mi sembra, ed è positivo per il morale». Il Verona ha pareggiato molte volte alla Scala del calcio ma non è mai riuscita a vincere. Nè col Milan, nè con l’Inter.
Diavolo coi cerotti Le condizioni paiono favorevoli visto le assenze. Quelle di Theo Hernandez e Maignan su tutte. «Non credo che uno o due giocatori cambino le dinamiche di una squadra. Milan e Napoli sono le formazioni che stanno meglio. Mi aspetto una partita molto difficile». Tudor lo sa che il Verona per uscire con qualcosa in mano dal Meazza deve fare la partita perfetta. Impossibile pensare di avere le note distrazioni a metà ed in difesa.
«Abbiamo lavorato su tutto. Si tratta di un processo quotidiano di lavoro, com'è giusto che faccia l'allenatore di una squadra» prosegue Igor, «l'obiettivo è progredire, poi ci sono i nazionali, altre problematiche da questo punto di vista. L'importante è non commettere errori, non trascurare niente. Poi davanti c'è sempre la qualità per fare qualcosa».

 


Lode al portoghese A Milano i gialloblù ritrovano il capitano: Miguel Veloso, non uno qualsiasi. «È un ragazzo importante, dentro e fuori dal campo» racconta Tudor, «sono felice sia tornato: ha fatto due o tre settimane buone di lavoro. La sua presenza in allenamento si sente, ha fatto cose di livello qui negli ultimi anni, e la squadra riconosce la sua leadership. È un leader assoluto». Il discorso resta sulla metacampo. Ilic partirà per Milano ma non è detto possa giocare dall’inizio. «Vediamo ancora, ha subito questa botta...». Top secret, d’altronde anche il Verona ha ceduto alle fisime di Antonio Conte e del «calcio dei maniaci». Niente convocati, figurarsi la formazione. E non si venga a dire che è consuetudine negli anticipi, perchè con lo Spezia si era giocato domenica alle 15 e i convocati arrivarono solo alle 10 del mattino dell’incontro. Speriamo possa servire, tutta questa pretattica. Mister, Ilic, può giocare sulla trequarti? «Non lo so, vediamo: per ora non penso».

 

Meglio senza Ibra Tudor ed il Verona dovranno pensare anche ad Ibrahimovic che l’anno scorso nel finale distrusse i sogni di gloria dei gialloblù. «Se Ibra non gioca sono contento. Lo considero ancora uno dei più forti. Ho visto che potrebbe andare in panchina: è un giocatore importante per loro. Abbiamo pensato a queste soluzioni, sia che giochi dall'inizio sia che subentri a gara in corso». Anche Faraoni, dato in recupero, preoccupa. La mezza ammissione è dello stesso Tudor. «Ci sono due o tre soluzioni che ho in testa. Però se sta bene quel ruolo è suo». La speranza anche dei tifosi veronesi presenti a San Siro, è quella di vedere «Fara» andare su e giù per la sua fascia di competenza. Sarà una gara impegnativa per la difesa del ritrovato Dawidowicz. «Pawel è una bella sorpresa» commenta Tudor, «un ragazzo intelligente, applicato, concentrato. La miglior qualità di un difensore è stare sempre sul pezzo, non sbagliare niente». Già sbagliare pochissimo, meglio non fare errori. Nella speranza che il Diavolo pensi alla Champions. «Questo non lo so. Dico che i rossoneri rappresentano tanto il loro allenatore. Pioli mi è sempre piaciuto, sia in campo che nel modo di fare.

Gianluca Tavellin