<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=336576148106696&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
Il problema gol

Cossato assolve l'Hellas: «Ci vuole tempo, bisogna stare concentrati»

Michele Cossato
Michele Cossato
Michele Cossato
Michele Cossato

«Matteo vieni qui, Luca tira ma no, no, no, non disturbi dimmi pure...». Se la nostra conoscenza non affondasse le radici quando come finto otto e badate bene, non nove, segnava un gol in tuffo alla «Giggirriva» al Comunale di Fiorenzuola, dubiteremmo di avere dall’altra parte del telefono Michele Cossato, l’eroe del Granillo.

L’attaccante a cui sono bastate poche reti per entrare nella storia del Verona. «Sono qui» racconta, «in quel di Caprino con i ragazzini poi c’è pure la Prima squadra da dare una mano, dai. Va bene, sono tornato in mezzo ad un campo da calcio, mi piace. Federico? Mio fratello sta bene, ve lo saluto è sempre in bicicletta».

I fratelli Cossato da Ponte Crencano o dal quartiere Pindemonte. Mai capito bene i confini, come del resto per quei colori gialloblù che hanno indossato. «Lo so per cosa mi chiamate». Va veloce «Furia Cieca» come l’aveva soprannominato Alberto Malesani, quando da vero allenatore del Chievo sotto l’ala dell’ultimo Carletto De Angelis portava le cassette delle gare dalle trasferte a Telearena. «Non capisco perché in giro per l’Italia» raccontava il “Male“, «sono tutti per la squadra della città. Qui a Verona tante critiche».

«Che tempi, vero?» ci interrompe “Miki“, «ora è impossibile avere rapporti come avevamo noi con stampa e tifosi. Lo so dai, il Verona segna col contagocce».

 

L'analisi della situazione

Va dritto sull’attualità Cossato. «Per me ha ragione Baroni che è cresciuto alla scuola di Malesani. Qui tutti parlano sempre in eccesso di campioni e fenomeni. Vedo i post sui social e compagnia cantante. Ma bisogna ricordare che i ragazzi si sono salvati allo spareggio dopo una stagione terribile. Mi sembra che i punti ci siano. Manca forse quello di Frosinone ma per il resto visto che l’Hellas deve salvarsi sono in linea coi programmi. Avete visto Djuric? Gli attaccanti hanno bisogno di imbucate ma meglio ancora di cross, tanti cross. Altrimenti è dura metterla dentro. A me Ngonge non dispiace, anzi. Baroni non mi sembra abbia un giocatore da venti reti potenziali. Ci sono tante buone spalle che messe insieme potranno magari avvicinare quota 20/25 reti. In più Baroni è bravissimo nel fare la fase difensiva. Mi auguro davvero che possano salvarsi, hanno i numeri per poterlo fare».

Cossato alza un po’ la voce ma poi sorride ad un bimbo, «Fanno già quello che vogliono...» ride l’ex attaccante gialloblù. «Certo è bene preoccuparsi, perchè forse bisogna avere maggior intensità ma nel primo tempo, per quel poco che ho visto, erano andati a prenderli alti quelli del Frosinone. Dunque con gente rapida è così. Basta rubare la palla giusta e sei già pronto per far gol. Sono arrivate le prime difficoltà ma i punti fatti all’inizio sono importanti per il Verona. Adesso se non sbaglio c’è la sosta per ricaricarsi. Lazovic e Faraoni potranno ritrovare la miglior condizione atletica. Gli attaccanti hanno bisogno di loro, dei loro cross».

 

Il consiglio di Cossato

Cossato prima di congedarsi, prova a dare un consiglio. «Non mi permetterei mai, chi mi conosce lo sa» e giù un’altra risata, «dico solo che bisogna stare tanto concentrati. L’anno scorso ha cancellato i tempi di Tudor e di Simeone che faceva gol a raffica. Baroni sta facendo un buon lavoro ma non può fare subito i miracoli. Dico che serve grande concentrazione perchè ricordo ancora il gol preso sul finire della stagione con l’Empoli. Fu una distrazione che a momenti costava la salvezza. Avanti con determinazione».

 

Leggi anche
Hellas, a Frosinone poca intensità e poche idee

Gianluca Tavellin

Suggerimenti