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dentro la partita

Hellas, le pagelle di Verona-Atalanta: Hien e Terracciano gli ultimi ad arrendersi

Centrale ed esterno sono al livello dell’Atalanta. Piace la freschezza di Suslov e tanti applausi strappa il ritorno di Henry dopo otto mesi. In difficoltà Ngonge e Bonazzoli. Faraoni esce sempre dopo pochi minuti del secondo tempo
Il tiro di Ondrej Duda si infrange sul muro bergamasco FOTOEXPRESS
Il tiro di Ondrej Duda si infrange sul muro bergamasco FOTOEXPRESS
Il tiro di Ondrej Duda si infrange sul muro bergamasco FOTOEXPRESS
Il tiro di Ondrej Duda si infrange sul muro bergamasco FOTOEXPRESS

Le pagelle di Verona-Atalanta:

6,5 Hien - Lo svedese tieni in piedi la baracca ed ha pure un’occasione di testa ad inizio ripresa. Bellissimo il suo duello uno contro uno con De Ketelaere fatto di muscoli, tecnica e furore agonistico. Ecco perchè la Dea lo voleva con sè

6 Montipò - Incolpevole sul gol di Koopmeiners, gestisce al meglio una situazione sempre precaria quando i nerazzurri transitavano dalle sue parti

6 Magnani - Non è quello di San Siro che ha fermato Leao, gol a parte, ma comunque si fa sentire in una difesa che non è impermeabile. Fischi per un suo tentativo grottesco in attacco ma la sufficienza comunque la strappa

5 Dawidowicz - Si impegna e caracolla ma ha il cliente più brutto. Koopmeiners fa quello che vuole. Segna e distribuisce assist. Duello impari

5,5 Faraoni - Il capitano fatica e non poco a ritrovare serenità nel ritmo e nelle giocate. Non appare quasi mai e viene messo in difficoltà dalla maggior brillantezza dei rivali. Si guadagna la terza sostituzione consecutiva poco dopo il 45esimo minuto

6 Hongla - Appare lucido in un centrocampo dove De Roon e Ederson sono sembrati dei giganti. Non è rapidissimo ma questoi lo si sapeva. Non perde pero mai la bussola

5,5 Duda - Non è ami facile giocare contro la Dea, soprattutto questa. Meno aggressiva alta ma più scorbutica e fisica in mezzo. Lo slovacco accende poco la luce e tutta la squadra ne risente

6,5 Terracciano - Il Bocia parte a sinistra come contro il Milan. Ha coragggio personalità. Nella ripresa complice l’uscita di Faraoni torna a destra. Ha il futuro nelle sue mani ed ormai è molto di più di una semplice alternativa in questo Verona

5,5 Folorunsho - Completamente regalato all’Atalanta nel primo tempo. Lui ci mette anche un po’ del suo. Meglio nella ripresa quando hanno iniziato a funzionare maggiormente le corsie laterali

5 Ngonge - Nel fallo su Koopmeiners e l’allontanamento del pallone c’è tutta la sua frustrazione. Gioca in un ruolo che non è sempre il suo e dopo l’inizio scintillante di stagione, ora è un po’ in difficoltà. La squadra non lo aiuta

5 Bonazzoli - Il discorso è simile a quello di Ngonge. Le palle lunghe a difesa avversaria piazzata non fanno per lui. Impegno massimo, resa minima

6 Suslov - Il ragazzo farà ancora parlare di sé. Ha forza fisica e tecnica. Ha il merito di impegnare severamente a sette minuti dalla fine Carnesecchi, nell’unica vera limpida azione da gol costruita dall’Hellas. Merita più attenzioni da parte di Baroni

6 Henry - Torna dopo otto mesi di inferno per il grave infortunio al ginocchio. Due colpi di tacco e tanta voglia di fare bene. Applausi di tutto il Bentegodi. Primo approccio in attesa di riprendersi quello che si è perso

S.V. Saponara - Va vicino al voto ed anche positivo per una giocata che stava liberando sul disco di rigore Henry. Poteva essere la rete del pari. Ma alla fine non merita un voto

6 Lazovic - Entra e con un paio di traversoni fa capire che il Verona non può fare a meno di lui. Col Torino sarà titolare dall’inizio. Darko resta figura fondamentale per questa squadra. Un leader tutt’altro che silenzioso. Un giocatore in grado di cambiare spartito e piazzare acuti. Non gli si può chiedere la luna, ma qualche virtuosismo che in passato ha già regalato gioie

S.V Serdar - Troppo poco in campo per strappare un voto

5,5 Baroni - D’accordo è senza punta centrale ma tra Milan e Atalanta, il Verona ha mostrato gravi carenze offensive pure di idee. Poca intensità e tanti pallone sparacchiati in avanti nel primo tempo. Qualcosa in più nella ripresa. Serve, di sicuro, tempo per far digerire al gruppo un sistema di gioco che prevede una versatilità da parte di tutti nell’interpretare un modulo dalle tante sfumature. Il Verona di Baroni, nelle prime gare, ha dimostrato di essere cinico, brillante al momento giusto, capace anche di sfruttare al meglio le minime disattenzioni avversarie. Le difficoltà erano prevedibili. Baroni è per nulla sorpreso. Oggi l’Hellas ha bisogno di trovare maggiore brillantezza ed un pizzico di fantasia in più in attacco

5,5 l'arbitro Dionisi - Non grandi errori però i 25 falli della Dea meritavano più cartelli gialli. Impopolare il fischio finale.

Gianluca Tavellin

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