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L'analisi

Hellas, il bunker regge. Ma il gol resta una chimera

Baroni e gialloblù in linea con il torneo previsto. Juric parla di Setti e dei suoi ex ragazzi. Folorunsho sembra Amrabat: è insostituibile
Saponara cerca il gol ad effetto
Saponara cerca il gol ad effetto
Saponara cerca il gol ad effetto
Saponara cerca il gol ad effetto

Il Verona è vivo, senza segnare. La squadra di Baroni a Torino ha colto un punto fondamentale in un campionato che sta dimostrando di essere senza dubbio più competitivo di quello passato.

Verticale

Anche col Toro però, l’attacco è rimasto a bocca asciutta. Non è un problema solo di uomini ma di condizione atletica e metodo offensivo. Nelle settimane precedenti avevo già scritto che al momento l’Hellas è praticamente priva di corsie laterali.

Lazovic e Faraoni sono ancora alla ricerca della forma fisica. Solo nel finale il serbo ha messo in mezzo, un pallone interessante. La stessa cosa vale per Faraoni, che si è reso pericoloso con un tiro-cross sbilenco.

Per fortuna c’è Terracciano come ha ricordato lo stesso Juric. «Bello vedere quello che abbiamo fatto in due anni» ha raccontato il croato al termine della partita, «Ho parlato con Baroni e mi ha detto che in molti ragazzi è rimasto dentro il nostro gioco. Ho visto delle diagonali diverse e la mano dell’allenatore. Che piacere vedere Terracciano in fascia».

Che Juric sia rimasto legato a Verona e all’Hellas è fuor di dubbio. «Non so se Setti passerà la mano» ha chiuso il tecnico granata, «Maurizio comunque ha fatto grandi cose in queste stagioni».

A Torino Ivan comincia a ricevere qualche critica, lui che a Verona riuscì ad inventare Di Carmine bomber da Serie A. Otto le reti del toscano che non riuscirà più a replicare.

Commentando l’Hellas di Baroni, non è solo un problema di uomini ma di come si attacca. Poche le verticalizzazioni, quelle che fecero di Francesco Guidolin ai tempi del Vicenza europeo, una grande squadra. Se non hai esterni che vanno o punte talmente brave da arrangiarsi da sole, la soluzione è centrale. Quattro appena i tagli dalla trequarti per non parlare delle misere opzioni in fascia classica. Folorunsho e pure Duda hanno la capacità di verticalizzare, bisogna però aumentare la condizione atletica di molti per avere più benzina da spendere e maggior brillantezza.

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Rebus

Pur rimarcando l’ottima tenuta difensiva, Montipò e Magnani insuperabili, ciò non basta. L’esordio di Cruz è stato deludente, ma bisogna rendersi conto che l’argentino non giocava da alcuni mesi.

Eppoi non serve avere più punte di ruolo in campo se non arrivano i rifornimenti. Un consiglio? Il tanto compassato e poco performante Saponara, deve trovare spazio in un undici quadrato, muscoloso ma con poche idee. A Torino, l’ex viola, è entrato in campo e per poco con un tiro improvviso dalla distanza, non sorprendeva Milinkovic-Savic. Vecchio fantasista fa buon brodo insomma.

Faro

Queste prime sette gare hanno evidenziato come Folorunsho, sia insostituibile come lo era Amrabat. Sa far tutto molto bene. Un tuttocampista in grado di dare peso al reparto dove viene impiegato.

Con le ali ancora da spiegare, forse, sarebbe meglio giocare a tre in mezzo e cercare inserimenti da dietro. Ma è un modo di vedere oltre alla fase difensiva.

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Gianluca Tavellin

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