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LA VIGILIA

Hellas, Tudor usa la sciabola. «Gunter è tra i migliori. Conta solo alla Lazio»

Le formazioni
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«Abbiamo lavorato bene. Sarà una partita difficile, contro una squadra composta da giocatori di qualità e da un allenatore forte come Sarri». Parla più del solito Igor Tudor e lo fa a ragion veduta. C’è da difendere Gunter, pungolare l’ottimo Caprari e, in generale, caricare la squadra attesa da tre incontri delicati. Lazio, Udinese fuori e Juve in casa. «Frabotta è l’unico out, per il resto ho tutti a disposizione».

 

Serve ancora pazienza per migliorare la condizione?

Non penso che la squadra stia male fisicamente. Per giocare questo tipo di calcio, che è particolare, stare bene non basta. Bisogna stare ancora meglio. Simeone o Kalinic? Dipende dalle sensazioni che ho io. Si tratta di giocatori forti. Non è possibile farli giocare insieme al momento: faccio fatica a tenerne uno fuori. Preferisco così che avere meno scelta. Lasagna è in crescita, l'ho visto molto bene questa settimana. Davanti abbiamo creato abbastanza, bisogna trovare un po' di solidità dietro. I nostri rivali arrivano con troppa facilità nella nostra area. Ma con questo tipo di gioco è normale concedere qualcosina: è un modo di pensare calcio e va accettato.

 

Lei ha un grande potenziale offensivo. Manca forse qualcuno che recuperi i palloni?

Penso che la rosa sia costruita bene. In mezzo abbiamo Hongla, che non abbiamo ancora visto ed è un giocatore di valore, Tameze che è bravo ed è rimasto fuori a Milano per una mia scelta. Poi il calcio con le cinque sostituzioni è cambiato. L'allenatore può permettersi qualcosa in più.

 

Quando calate sulle fasce iniziate a subire...

Il problema difensivo è sempre di tutta la squadra. A San Siro non ricordo parate di Montipò. Il rigore che hanno concesso al Milan secondo me non c'era, l'ha inventato l'arbitro. Su quel cross c'è stata grande qualità di Giroud. L'obiettivo è provare a risolvere i problemi lì, per non arrivare tante volte a giocare tre contro tre o quattro contro quattro dietro.

 

Si aspettava un Caprari così?

Queste qualità le ha sempre avute. Deve lavorare sulle cose che non ha dentro di sé. La crescita dipende anche da quello: confermare quello che ti dà la natura, ma se hai qualcosa in cui fai più fatica cerca di lavorare su quello. Dipende da lui. Con le qualità che ha, può giocare dove vuole. Ma deve crescere in quello che non ha di natura. È quello il difficile: cambiare le abitudini, quelle che ci fregano. Può diventare davvero un giocatore serio e importante per il campionato italiano.

 

Che Lazio si aspetta?

Una formazione di grande qualità. Giocatori seri, che stanno intraprendendo una strada nuova: prima giocavano a cinque, ora giocano a quattro e vanno alti. Il pericolo c'è dappertutto: li abbiamo studiati bene, penso che abbiamo preparato al meglio la partita.

 

E Gunter, si è rimesso dopo l’errore col Milan?

Metto Koray tra i tre giocatori più importanti del Verona. Per me è un giocatore forte. Se vogliamo vedere una cagatina, o l'altra, va bene: le ha fatte anche De Ligt l'anno scorso, che per me è il difensore più forte al mondo. Poi vorrei vedere altri giocare uomo contro uomo per tutta la partita come fa lui. Non è facile per nessuno.

 

Come si gestiscono tre partite in una settimana?

Tiriamo fuori il meglio, pensiamo di partita in partita e basta. Bisogna fare bene con la Lazio. Poi penseremo ad Udine e alla Juve.

Gianluca Tavellin

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