Serie A

I tifosi: «L'Hellas è all'anno zero. E il club ha le sue colpe»

I sostenitori del Verona giudicano il momento difficile della squadra gialloblù

L’Hellas attraversa un momento no: di chi sono le colpe maggiori tra società, allenatore e giocatori? Il sondaggio è rimbalzato dal nostro sito alla quotidianità dei tifosi. 

 

Per i tifosi le colpe maggiori sono del club

In linea con i risultati parziali del nostro sito, le responsabilità maggiori vengono attribuite al club. «Ogni cambiamento può comportare dei rischi», il pensiero di Gianni Vicentini, imprenditore nel campo dell’abbigliamento. «Il Verona sta vivendo una sorta di anno zero. Nel mercato si sono seguite varie onde, la società è stata in balia degli eventi e i risultati del campo purtroppo ne sono la diretta conseguenza. Cioffi sta lavorando con la squadra definitiva da appena due settimane. Non merita di essere accusato di nulla».

Sulla stessa lunghezza d’onda Paolo Mazzafelli, vicepresidente del New Hellas Group. «Le colpe sono soprattutto societarie», spiega. «La forza del Verona è stata ridimensionata. Queste difficoltà vanno anche accettate ma bisogna recuperare in fretta una mentalità da squadra in lotta per la salvezza».

Fabio Castioni, socio del calcio club Brai Butei di Santa Lucia ai Monti di Valeggio sul Mincio, ritorna sul calciomercato. «Le problematiche del Verona nascono dal periodo estivo», riflette. «Persi i pezzi più importanti, i sostituti sono arrivati in ritardo. Con queste premesse è difficile costruire un campionato tranquillo».

Alberto Rodolfi, fedele tifoso della Curva Sud, rivolge ancora lo sguardo alla società. «Le responsabilità del club sono evidenti. La qualità della squadra non è paragonabile a quella degli ultimi anni. Ci siamo indeboliti ed ora dobbiamo lottare per non retrocedere. La società ha disperso quel patrimonio tecnico che aveva costruito con Tony D’Amico». 

 

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Le responsabilità di Cioffi

«Secondo me l’allenatore sta commettendo qualche errore», l’analisi dell’ex fisioterapista del Verona Massimo Giammarino. «Le attenuanti sono finite. Alcune sue scelte vanno riviste per il bene del Verona. Faccio un esempio: se Lasagna non funziona, vanno provate altre soluzioni».

Manfredi Ravetto, presidente di Confapi Verona per la piccola e media industria, va oltre. «Maurizio Setti è un imprenditore avveduto. La scelta di Cioffi però potrebbe risultare un salto nel vuoto. È un allenatore giovane per la Serie A, che secondo me sta pagando anche sotto il profilo dell’inesperienza. Non vorrei che lo spogliatoio non riconoscesse in lui una guida sicura. L'involuzione dei senatori mi spaventa». 

 

Colpe distribuite

«La situazione mi sembra più delicata», l’opinione di Andrea Merzari, allenatore dell’Under 15 del Legnago. «Quando le cose non girano, vanno considerati più aspetti e ad oggi il borsino è negativo».

Nicola Lonzar, responsabile del settore giovanile del Caldiero, chiude invece con l’immagine simbolo di questi mesi. «Il Verona è un cantiere aperto. Questo gruppo deve trovare velocemente stabilità».

Alessio Faccincani