Nuovi volti

Hellas, Piccoli: «A Verona voglio incidere»

Roberto Piccoli
Roberto Piccoli
Roberto Piccoli
Roberto Piccoli

Nascosto dall’ombra di Djuric, a due passi da Montipò, Roberto Piccoli mette dentro il pallone in due tempi: sinistro respinto, destro nel sacco. Sono le situazioni d’attacco a campo ridotto provate da mister Cioffi. Il tecnico si sgola ma l’intensità è già buona. Piccoli, lunedì ha fatto un gol eccezionale. «Sì ma in allenamento non conta» racconta la punta di proprietà della Dea, in prestito al Verona. Lui però chiarisce subito: «Esatto» precisa il diretto interessato, «sono di passaggio ma nel calcio tutto evolve rapidamente. Ho voluto il Verona per l’ambiente e la possibilità di poter crescere. Il tifo qui è pazzesco».

 Non è sbagliato dire che non sei abbastanza calciatore? «Sì è vero», ammette candidamente il giovane bergamasco, «ho avuto qualche piccolo infortunio. L’anno prima avevo fatto bene con lo Spezia. Quest’anno con tanto lavoro e umiltà, vorrei poter finalmente affermarmi». A vederlo sul tappeto verde di Mezzano di Primiero, portato per l’occasione a soli due centimetri e mezzo di altezza, ha gli stessi centimetri di Lasagna ma la configurazione fisica è diversa. «Mi reputo una prima punta», racconta Piccoli, «però so adattarmi alle altre posizioni offensive. Gioco sulla profondità e attacco gli spazi. Chiaramente sono abituato ad avere due trequartisti alle spalle ma sono pronto a fare tutto. Il mister parla spesso con tutti e poi a singolarmente. Come tutti ha una grande voglia di fare. Sono felice di essere qua e spero di essere utile alla squadra».

A impressionare il classe 2001 in questi primi giorni di ritiro, è stato senza dubbio Giovanni Simeone. «Innanzitutto è un ragazzo molto alla mano» racconta Piccoli, «Spero di apprendere qualcosa da lui. L’abbiamo festeggiato come meritava». Già auguri Cholito, sono 27. Cambia in fretta il tempo sotto le Pale di San Martino. Pioggia e vento ma anche un sole estivo che scalda. Sono probabilmente gli stessi stati d’animo del giovane bergamasco. 

«L’età porta a questi sbalzi» commenta, «ma sono felicissimo di essere al Verona. Un club solido con un progetto chiaro. Sono in Under 21 da tempo e la maglia azzurra mi piace. Mi auguro di fare il massimo per l’Hellas e l’Italia». Il riferimento a Cancellieri è sotto inteso. Per i giovani, il club di Setti sta diventando sinonimo di garanzia. «Qui c’è tutto per fare bene» prosegue la punta gialloblù, «sarà la filosofia, il gruppo storico di giocatori o i tifosi, ma il Verona in questi anni è un porto sicuro dal quale partire». Insomma l’attaccante tanto voluto da Tony D’Amico nelle ultime due stagioni, è giunto in gialloblù grazie a Francesco Marroccu. «Il calcio è strano» chiude Piccoli, «lo so ma è andata così».

Gianluca Tavellin