Alle 15 al Bentegodi

Hellas, non sbagliare. Battere il Crotone è il pass per la felicità

Verona nell'ultimo match di Torino
Verona nell'ultimo match di Torino

Non l’ottavo posto, non l’Europa, ma la salvezza. E, allora quella di oggi «diventa la partita più importante della stagione». Il pensiero è di Ivan Juric. Classifica alla mano, se l’Hellas battesse il Crotone ultimo in classifica, si ritroverebbe a quota 27 punti, con ancora due turni da giocare prima di chiudere il girone d’andata. Una vittoria pesantissima che potrebbe valere, in ampio anticipo, una buona fetta di salvezza.

 

NON SI CAMBIA. Questo è l’unico pensiero che deve accompagnare gli scaligeri al fischio d’inizio alle 15 al Bentegodi. Sfida tutt’altro che semplice contro avversario vivo, non disperato, punto sull’orgoglio, ancora in corsa per restare a galla. Insomma, pericoloso quanto basta per prestare grande attenzione al Crotone. Ogni pensiero che porta al di là delle mura italiche è stato fin qui scansato. Buon senso o voglia di proteggere l’ambiente? Di sicuro, la partita di oggi metterà alla prova la maturità del Verona. Contro le pari grado (mettiamo in lista chi sta dietro e le neo promosse), i gialloblù, hanno lasciato campo libero solo a Parma e Samp. Strappando punti pesantissimi a Udinese, Spezia, Benevento e Cagliari. Il resto è stato viaggio in equilibrio. Senza cali clamorosi. E questo è aspetto fondamentale per chi vuole evitare assolutamente di cadere nel baratro.

 

SENZA MIGUEL. Juric deve fare ancora fronte ad un’emergenza “moderata“. Mancherà Veloso in mezzo al campo. Il portoghese è stato messo ko da una lesione di primo grado al polpaccio. Difficile pensare ad un suo rientro prima di febbraio. Un fastidio in più, che fa pensare ad un pronto intervento sul mercato di riparazione. L’Hellas, un centrocampista, lo stava già cercando. Magari, più agonista che di governo. Ma l’infortunio di Veloso potrebbe mettere il direttore sportivo D’Amico nella condizione di rimodellare il profilo del giocatore da innestare in mediana. Fuori, da tempo, Favilli e Vieira. Per i due potrebbe iniziare già da domani un nuovo percorso di reinserimento nel gruppo. Out da sempre (ma questa è storia arcinota) Benassi, rientrato per ulteriori controlli a Firenze. E là potrebbe restare.

 

DUBBI E FORMAZIONE. I dubbi restano legati soprattutto ai tre di difesa e alla fascia mancina. Partiamo da dietro: Dawidowicz (affaticamento muscolare all’adduttore della coscia sinistra) e Ceccherini (tendinite) non godono di perfetta condizione fisica. Vanno preservati. Juric, come spesso accade, si è riservato di decidere all’ultimo istante chi impiegare nei tre di difesa. Magnani, Gunter e il ritrovato Lovato potrebbero formare il trio di gendarmi anti Crotone. Più che possibile, ma non scontato. Nei giochi ad incastro di Juric, però, non può non avere peso specifico Lazovic. Il laterale serbo ha saltato la sfida di Torino a causa di un risentimento muscolare al polpaccio destro. Anche per lui tutto è rimandato ad oggi. Ma nessuno ha intenzione di rischiare in casa Hellas.

 

EFFETTO DOMINO. E allora, un Verona ancora senza Darko, dovrebbe riproporre una mediana pressoché identica, salvo naturalmente l’assenza di Veloso (sostituito da Ilic) in mezzo al campo. Con Faraoni a destra, Tameze interditore e Dimarco sulla banda di sinistra. Nessun dubbio sui tre davanti: Barak, Zaccagni e Kalinic centro boa. Il croato farà poi staffetta con Di Carmine. Un deja vu che deve aiutare entrambi a ritrovare condizione. •

Simone Antolini
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