Hellas, maledetta primavera Il Verona s’è perso per strada

Girone di ritorno in salita per l’Hellas di Ivan Juric FOTOEXPRESS
Girone di ritorno in salita per l’Hellas di Ivan Juric FOTOEXPRESS
Girone di ritorno in salita per l’Hellas di Ivan Juric FOTOEXPRESS
Girone di ritorno in salita per l’Hellas di Ivan Juric FOTOEXPRESS

La maledetta primavera dell’Hellas, di fatto, è iniziata nel cuore dell’inverno. Il Verona di oggi e squadra fragile, che ha perso le sue certezze. Molto distante da quel gruppo garibaldino che aveva ancora una volta sorpreso l’Italia. Comprensibile la flessione dopo tanto correre e dopo aver centrato (in ampio anticipo sulla fine del torneo) una salvezza tutt’altro che scontata ad inizio stagione. Il Verona, però, si è inceppato. TENDENZA. Spietati i numeri di questo girone di ritorno che mandano i gialloblù al quart’ultimo posto della classifica parziale della serie A. Peggio dell'Hellas di Juric hanno fatto solo Crotone, Parma e Benevento. Le prime due quasi condannate al ritorno tra i cadetti. Le statistiche recitano una litania fastidiosa per la squadra scaligera. Dopo il giro di boa, infatti, i gialloblù hanno raccolto tre vittorie, due pareggi e otto sconfitte. E adesso è in arrivo una sfida per certi versi impossibile contro l’Inter di Antonio Conte, lanciata sempre di più verso la conquista di uno scudetto che da troppo tempo manca in casa nerazzurra. FREDDI NUMERI. La classifica del girone di ritorno, riferita alle zone basse, recita: Crotone ventesimo con tre punti, Parma diciannovesimo con sette, Benevento diciottesimo con nove. E, appena fuori la zona retrocessione c’è il Verona con undici punti. Hanno fatto meglio Fiorentina (12), Cagliari (14), Spezia e Genoa (15). Delle otto sconfitte incassate nella seconda parte del campionato, sei sono arrivate nelle ultime sette partite. Perso di vista l’ottavo posto, l’Hellas è attualmente decimo, scavalcato in classifica anche dalla Sampdoria. Nel confronto tra andata e ritorno, il saldo alla tredicesima giornata dei gialloblù e decisamente negativo: nove punti in meno raccolti in questa seconda parte di stagione: undici contro venti. MALEDETTA PRIMAVERA. La flessione del Verona si è resa più evidente nei mesi di marzo e aprile. Otto partite giocate, due vittorie e ben sei sconfitte. I successi di Benevento (3-0) e Cagliari (2-0) hanno blindato la salvezza e portato ossigeno. Ma prima e dopo la tendenza è stata decisamente negativa. Diversa la tipologia di sconfitte. Per certi versi immeritata quella contro la Lazio, arrivata nel finale. Netta, per flessione (nonostante il buon primo tempo) quella contro la Samp. Il Verona è apparso sotto tono contro Milan (va tenuto conto della cifra tecnica dell’avversario) e Fiorentina. I ko contro Sassuolo e Atalanta hanno evidenziato, invece, un calo di attenzione e di brillantezza fisica e mentale al cospetto di avversarie di squisita caratura tecnica. La miglior prova degli ultimi quattro mesi può essere considerata quella offerta contro il Napoli, battuto due a uno, il 24 gennaio. Il pari casalingo contro la Juve (1-1) ha esaltato l’immagine più bella del Verona “mordi e fuggi“ di Juric. Poi, però, il lento declino. Che ha portato i gialloblù ad incassare sei sconfitte nelle ultime sette gare. IL 2021 DEL VERONA. Saldo negativo tra vittorie e sconfitte nella prima parte del nuovo anno dell’Hellas. I gialloblù hanno giocato 18 partite nel 2021, raccogliendo sei vittorie, tre pareggi e ben nove sconfitte. Per un totale di 20 punti incassati a fronte dei 54 disponibili. C’è tempo per rimediare. •

Simone Antolini

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