Hellas, cosa succede alla fine? Barak guida la «coop del gol»

Badelj stranamente libero a quaranta secondi dalla fine del recupero realizza il 2-2 FOTOEXPRESS
Badelj stranamente libero a quaranta secondi dalla fine del recupero realizza il 2-2 FOTOEXPRESS

Aggancio fallito. Il Sassuolo resta a due punti. E sì, perchè al di là delle solite dichiarazioni di circostanza Juric e D’Amico, i due responsabili tecnici dell’Hellas, hanno nel mirino l’ottavo posto. Una piazza ambita, di prestigio. Arrivare dietro le 7 sorelle vorrebbe dire consolidare il club anche per il futuro. Dare una precisa connotazione a livello nazionale e perchè no, prendere qualche milioncino in più come premio finale. Brucia l’aver dimenticato Badelj libero a venti secondi dalla fine, al limite dell’area di rigore. Una partita ben preparata e condotta da Juric. Chissà cosa pensa oggi Preziosi del suo ex allenatore. Bastava dargli un obiettivo e più fiducia e... Ma il Genoa è così. Anche sabato un mucchio di giocatori che hanno provato a mettere in difficoltà una squadra solida e tatticamente precisa come l’Hellas. Non è bastato a Ballardini il “casino organizzato” di fascettiana memoria. Il Verona doveva vincere con due gol di scarto ed invece se ne è tornato a casa solo col punticino. Una cosa che era già capitata in altre circostanze. FINALI AMARI. In almeno altre tre occasioni, oltre a Genova, l’Hellas avrebbe meritato la vittoria ed invece si è fatta raggiungere in zona Cesarini e cioè, spieghiamo per i più giovani- nei minuti finali dell’incontro. Era capitato a Torino con la Juventus, forse la più bella ora di gioco vista in gialloblù di Kalinic. Favilli gol e i bianconeri che pareggiano a dodici minuti dalla fine. Ancor più clamoroso il 2 a 2 finale di San Siro col Milan. Barak e compagni si erano portati addirittura sul 2 a 0. A rovinare la festa, sempre da azione da calcio d’angolo, Ibrahimovic in gol nel recupero, come Badelj a Marassi. E poi sempre a Torino ma questa volta sponda granata con Bremer. Il brasiliano ha beffato di testa la retroguardia scaligera all’84’. Insomma un poker di delusioni giunte nei minuti finali che avrebbero potuto proiettare l’Hellas ben oltre la classifica del tanto reclamizzato “Sàsol” di De Zerbi e Carnevali. Il bolide guidato da Juric e navigato da D’Amico si è inceppato proprio sul traguardo, giungendo a podio sì, ma senza vincere. Questa è la punta amara di una squadra che sta facendo benissimo anche quest’anno ma che dovrebbe superare in scioltezza, per mezzi e capacità, i 49 punti della passata stagione. BOMBER DIVERSI. Verificare e studiare. Nel mondo dei selfie e dell’apparenza, anche nel calcio, stupisce come a livello nazionale, definizione peraltro errata visto che un’unica professione, non si sia ancora capito che Juric non ha bisogno di un attaccante vero. Un Destro per intenderci, sarebbe in più. Ciccio Mascetti, già grande di suo per quel che ha fatto da giocatore, avrebbe segnato ancor di più con il Mago di Spalato. I veri bomber di Juric sono le mezze ali, quando non segnano pure gli esterni. Zaccagni e Barak hanno realizzato dieci reti in due ma la cosa più importante è che distribuiscono per i compagni assist al bacio. Questa è la vera formula offensiva. Il “dove sarebbe l’Hellas se avesse una punta di ruolo...” non regge. Bisogna vederla in modo diverso. Certo che Lasagna a Marassi è sembrato Raducioiu. Ma se il rumeno e Fascetti avessero avuto un altro contesto di squadra nel 1991/’92, le cose sarebbero andate diversamente. Lasagna è l’uomo giusto. Ha fatto ammattire la difesa del Genoa, ha filtrato e resi commestibili palloni che arrivavano sporchi per i compagni. Certo finora ha fatto solo due gol e con l’Udinese, ma presto si sbloccherà. UNDICI MARCATORI. Per la cronaca anche quest’anno l’Hellas è salita in doppia cifra con gli uomini gol, segno di una gioco corale importante. Eccoli: Barak e Zaccagni 5, Dimarco 3, Ilic, Favilli e Veloso 2. Con un gol: Lazovic, Faraoni, Colley, Tameze e Kalinic. All’appello manca qualche rete da dietro e soprattutto degli esterni. In attesa che si sblocchi Lasagna s’intende ma fidatevi il cielo è comunque sempre giallo e blu. •

Gianluca Tavellin