LONTANO DAL BENTEGODI

Hellas, che trasferta! Salernitana carica. In palio punti salvezza

Igor Tudor a braccia alzate dopo una rete del suo Verona contro la Roma FOTOEXPRESS
Igor Tudor a braccia alzate dopo una rete del suo Verona contro la Roma FOTOEXPRESS
Igor Tudor a braccia alzate dopo una rete del suo Verona contro la Roma FOTOEXPRESS
Igor Tudor a braccia alzate dopo una rete del suo Verona contro la Roma FOTOEXPRESS

La cosa difficile, è ripetersi. Dopo che l’Hellas si è fatta riammettere al campionato di serie A con la vittoria sulla Roma, arrivano due prove terribili: Salerno e Genova. Due città marinare che possono fra perdere al Verona la bussola, appena ritrovata. «Andiamo e giochiamo», sembra aver detto Tudor ai suoi. Un allenamento intenso ed un altro tattico a Peschiera. Nulla di più. Certo il morale dopo aver battuto Mou, è elevato, ma le problematiche che avevano portato all’esonero di Di Francesco, ancora presenti. Nel calcio moderno fatto di tanti «nazionali», ad esempio, è molto difficile averli a disposizione durante le pause. Come del resto con i frequenti turni infrasettimanali. La preparazione estiva, diventa ancor più fondamentale. Il Verona ha corso poco a Fiera e lo si è notato nelle prime tre partite. I gialloblù per far risultato devono andare al massimo. Pressare, salire e giocare in verticale. Nella rete di Barak con la Roma, c’erano quattro uomini di Tudor in area di rigore. Caprari, autore del cross, il ceco e Simeone con Faraoni a rimorchio sul secondo palo. Un modo di stare in campo, che presuppone grande preparazione fisica.

 

Il «nostro» Ribery Il paragone può sembrare irriverente per un campione come il francese ma viene spontaneo accostarlo a Caprari. Non hanno caratteristiche simili al cento per cento, però entrambi vedono la porta e sanno come mandare in gol i compagni. Il numero 10 del Verona sarà regolarmente in campo alle 18,30. Difficile togliere un giocatore che ha fatto gol e regalato in pratica un assist al compagno. Nel caldo dell’Arechi, potrebbe essere lui a fare ancora la differenza.

 

Quale undici? È chiaro che qualcosa cambierà Tudor ma non aspettatevi rivoluzioni. Almeno questa è l’impressione. Dietro dovrebbe partire Magnani al posto di Ceccherini mentre in mezzo Tameze giocherà. Il camerunense sarà al fianco del neo regista Bessa oppure di Ilic? Difficile prevederlo. Tudor vuole sfruttare la carica dell’undici iniziale che ha fatto così bene contro i giallorossi. Montipò tra i pali, Dawidowicz , Gunter e Magnani dietro. In mezzo resta il dubbio per Ilic ma sulle corsie confermati Lazovic e Faraoni. Caprari pronto a salire accanto a Simeone con Barak a specchio nell’uno più due che verrà richiesto dalla partita. Insomma Tudor ci mette un po’ di «casino organizzato» di fascettiana memoria in fase offensiva. Sarà premiato anche con la Salernitana?

 

Prova di maturità Nel catino dell’Arechi, la squadra di Tudor dovrà avere nervi saldi. Per i granata è forse l’ultima occasione per rientrare nel giro e poter guardare con meno apprensione il futuro. La panchina di Castori traballa. Simy e compagni sanno che azzannare l’Hellas, significherebbe regalare una serata indimenticabile ai proprio tifosi. Tra l’altro è il primo match in serie A tra Salernitana e Verona. Nel recente passato sono due le partite chiave favorevoli ai colori gialloblù. La sconfitta nella regular-season che portò all’esonero di Giannini. Il Verona costruito per ammazzare il campionato di Lega Pro arrancava in zona play out. Quella battuta d’arresto diede la spallata definitiva al tecnico romano. Al suo posto Mandorlini. Dopo una cavalcata straordinaria ci furono i play off. L’Hellas sconfisse la Salernitana al Bentegodi per 2 a 0 e in Campania perse per 1 a 0. Un successo storico per le condizioni ambientali e ciò che era accaduto prima, durante e dopo l’incontro.

Gianluca Tavellin

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