Il calciatore ospite a Casa Athesis

Hallfredsson a Vinitaly: «La Virtus è il mio divertimento. Che vino sono io? Un ripasso»

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Emil Hallfredsson a Casa Athesis al Vinitaly (fotoExpress)
Emil Hallfredsson a Casa Athesis al Vinitaly (fotoExpress)
Emil Hallfredsson a Casa Athesis al Vinitaly (fotoExpress)
Emil Hallfredsson a Casa Athesis al Vinitaly (fotoExpress)

«Ghiaccio bollente» racconta la sua Verona a Casa Athesis. Anche Emil Hallfredsson passa dal Vinitaly. Amante del vino, tanto da diventare esportare del nettare nella sua lontana Islanda. C’è del tenero tra lui e Verona. La città alla quale ha regalato il cuore. E dalla quale ha ricevuto gloria e applausi («amo passeggiare sul ponte Pietra e vivere il centro storico»). Oggi Emil è totem della Virtus, ancora in corsa per la salvezza. O per i play off. Dentro al limbo. Con sogno sottili e irrequieti. Perchè mai come oggi la differenza tra luce ed ombra sembra impercettibile. Ed è dal crepuscolo che Emil si racconta. Per Hallfredsson, certi amori non si perdono mai «No, qui sto bene, questa è la città alla quale tengo davvero tanto. E non è un caso che sia rimasto».

 

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Hellas ammaliante

L’Hellas di Tudor ammalia, regala emozioni, fa tendenza. L’Hellas di Emil era a sua volta garibaldino, capace di accendere ed accendersi. Epoche diverse, verrebbe da dire, e contesti diversi. Resta l’anima. E le considerazioni sul presente gialloblù. Che non possono non essere positive. «Il Verona di oggi? Un grande campionato. Mancano ancora poche partite per chiuderlo. E spero possano farlo nel modo migliore. Perché ci hanno regalato una grande stagione».

 

Vinitaly Hallfredson

 

Paragoni col passato

Il Verona di oggi ha un nuovo Hallfredsson? La domanda viene quasi naturale. Come pensare, seppur con le dovute distinzioni tecniche tra giocatori, all’angelo biondo di Tudor. Emil coglie al balzo l’occasione. «Barak mi piace tantissimo, abbiamo giocato insieme ad Udine. E lo considero un giocatore veramente forte. Poi, è difficile fare paragoni. Non so se qualcuno mi può assomigliare. Di una cosa sono sicuro: questo Hellas ha saputo imporsi a grandi livelli perché dispone di qualità diffusa».

 

Vino in Islanda

Caprari inventa, Simeone segna, in mezzo si lotta. «Il Verona diverte e mi diverte. E questa è una cosa bellissima». Avanti con i pensieri. E visto che siamo al Vinitaly, ecco un’altra storia da raccontare. «Amo il vino, e cinque-sei anni fa ho iniziato ad importare in Islanda i vini italiani, rossi e bianchi. Sono rimasto sul territorio e sto importando il vino dell’azienda Allegrini. La risposta è stata molto buona, stiamo andando bene. I risultati si vedono e piano piano sto importando anche cibi italiani di livello per fra conoscere agli islandesi la vera qualità italiana».

Quasi spontaneo chiederlo: ma chi vino è Hallfredsson? «Domanda difficile ma potrei dire un ripasso».

 

La sua Virtus

E poi, naturalmente, c’è la Virtus. Non certo ultimo pensiero dell’eroe vichingo. I rossoblù di Gigi Fresco devono strappare la salvezza. Ma possono ambire anche ad un posto nei play off. La classifica corta consente di fare qualsiasi pensiero. «Fin qui è stato un campionato equilibrato. C’è grande affollamento per strappare un pass nei play off. Quest’anno mi sono divertito. La Virtus gioca bene e dà spazio anche a tanti giovani. Siamo anche noi in lotta per un posto che ci consenta di andare avanti. L’ultimo biglietto rimasto potrebbe essere il nostro. Mancano due partite e tutto può ancora succedere».

 

Nel mirino

La Pro Sesto è il penultimo scoglio della stagione vissuta sulle montagne russe dai ragazzi di Fresco. «Tutte le gare sono difficile. C’è chi lotta per la salvezza, chi per un posto ai play off. Non ci sono gare scontate o avversari demotivati. Se vogliamo tenere vivo ancora il nostro sogno play off dobbiamo per forza di cose vincere la prossima gara». Nessuna alternativa. Poi si faranno i conti.

 

Sguardo al futuro

Hallfredsson ha 37 anni, non ha voglia di smettere, tra Hellas e Virtus ha vissuti quasi sette stagioni a Verona. E non è ancora finita. «No, mi sento ancora giocatore. E poi continuerò a portare vino e cibo in Islanda». Prossima tappa, la Pro Sesto. Per il resto ci sarà ancora da aspettare. Emil vuole prendersi un’altra soddisfazione da raccontare.

Simone Antolini