Guidolin applaude l’ Hellas «Unica rivelazione della A»

Guidolin e Cabrini in un vecchio Verona-Juventus FOTOEXPRESS
Guidolin e Cabrini in un vecchio Verona-Juventus FOTOEXPRESS

«Mi è dispiaciuto non essere con voi lo scorso Primo maggio, non vedo l'ora che ci sia una prossima volta. Rivedere Zigoni e gli altri compagni, non ha prezzo». Il messaggio tramite L'Arena è per gli ex gialloblù del presidente Chicco Guidotti. A recapitarlo, uno dei migliori allenatori del calcio italiano: Francesco Guidolin. L'abbiamo rintracciato nella sua casa di Castelfranco Veneto. Proprio da lì, partì nel lontano 1973 per Verona. «Per me arrivare all'Hellas fu come ritrovarmi a New York. Avevo bisogno di qualcuno di riferimento. Fra questi Tavellin e poi i compagni più grandi da Zigoni, Mascetti, Maddè, Mazzanti ma in nove stagioni contando prestiti e soddisfazioni in gialloblù e lontano da Verona, ho conosciuto anche i ragazzi dello scudetto. Tricella, Di Gennaro e Garella». Mister Bagnoli fece carte false per far rimanere Guidolin ma la società aveva deciso che quella maglia si posasse sulle spalle di Dirceu. A TESTA ALTA. Il giovane educato e sensibile numero dieci del Verona, sarebbe diventato un grande allenatore, stimato in Italia e all'estero. Giocava a testa alta, Francesco. Tecnica da vendere come quando segnò al Bentegodi contro il «suo» Hellas, in completo arancione. Nulla a che vedere con la protesta di «ex colonelli orange», era la maglia della Pistoiese di Rognoni e Borgo, che avrebbe centrato per la prima volta la serie A. «Adesso faccio il commentatore» fila liscio Guidolin, «ma soprattutto ho tanto tempo libero per la famiglia e la bicicletta. Io e mia moglie, abbiamo una voglia di rivedere il piccolo nipotino Gabriel, che vive a Londra. Settimana prossima saremo da lui». L'ex mister di Vicenza, Udinese, Bologna, Palermo, Monaco, Parma e Swansea ha deciso di restare fuori dalla mischia. Guidolin non si è mai proposto o cercato scorciatoie per tornare in pista. «È vero, se penso al Verona, sono felice di quello che ha fatto in questa stagione. In futuro se arrivasse un interessamento dai gialloblù, mi piacerebbe tantissimo. Sarebbe la chiusura di un cerchio di vita e di professione iniziato a Verona nel 1973. E poi quell’applauso...». Quale applauso? «Ultima di campionato nel 2014, Verona-Udinese. Finisce 2 a 2. I gialloblù di Mandorlini avevano fatto una stagione bellissima. Mi attardo a salutare tutti e dagli spalti qualcuno inizia ad applaudirmi. Non penso siano per me, ma la curva e i distinti rispondono al mio saluto. Mi emoziono ancora, credetemi». GUIDOLIN E PESSINA... I saggi del calcio hanno sempre sostenuto che i veri padroni del football fossero i centrocampisti, abili poi anche in qualità di tecnici. Chissà se fra una quindici d'anni o più, applaudiremo mister Pessina: «Chissà» sorridere Guidolin. Una cosa è certa, è il giocatore che più mi ha colpito dell'Hellas. È bravo a far tutto. Gioca in mezzo e da mezza punta. Molto bravo». «SQUADRA RIVELAZIONE». La vera novità in questa stagione tribolata è l'undici di Juric. «Senza dubbio» commenta il tecnico veneto, «L'ho visto in tv e dal vivo contro la Juve. Ha fatto una partita straordinaria. La classifica attuale è strameritata, davvero complimenti. Adesso sarà importante riaccendere nel modo migliore la spina. Si giocherà col caldo e bisognerà saper affrontare nel modo giusto le variabili di questa inedita appendice di campionato». RIPARTIRE IN SICUREZZA. Francesco Guidolin sulla ripresa è categorico: «Mi auguro» dice, «che siano state prese tutte le precauzioni per la salute di tutti. Fermarsi ancora, sarebbe un disastro. Giusto tentare di ripartire come hanno fatto nel resto d'Europa, tranne la Francia, mettendo al primo posto la sicurezza. E poi sarà un torneo pieno di incognite. Non è mai stato disputato un torneo di dodici partite che arriva dopo un lungo stop. Forse è questo l'aspetto più difficile da gestire». «PREPARAZIONE VELOCE». Juric e il proprio staff, ha alzato proprio negli ultimi giorni il ritmo degli allenamenti. La prima giornata con il Cagliari si sta avvicinando. «Per forza» racconta Guidolin, «la preparazione dev'essere veloce. Si giocherà ogni tre giorni e dopo tanto tempo di inattività. Tecnici e staff sono sottoposti a dover risolvere dei problemi mai risolti prima». •

Gianluca Tavellin