Gran calcio e quattro gol Un messaggio ai soliti “gufi”

E così anche i “gufi” sono serviti. A tutti quelli che dopo la sconfitta con la Salernitana iniziavano a preoccuparsi senza motivo “se continua così retrocediamo”, a quelli che “Veloso ormai è cotto, Caprari è fuori condizione, Barak non ha più la testa”, a quelli che “se vendiamo Magnani alla Sampdoria vuol dire che si smobilita”. Poi arriva la vittoria con il Sassuolo, la seconda consecutiva in trasferta, e si capisce che l’Hellas è vivo più che mai. Trenta punti in classifica alla terza di ritorno, più vicini alla Zona Europa - la Lazio sesta ha 35 punti - che alla retrocessione visto che il Cagliari terzultimo ha quattordici punti da recuperare, una fase offensiva brillante, un pressing da applausi, uno spirito di squadra da invidiare. Questo è il Verona, godiamoci questo Verona. Un passo falso, quello con la Salernitana, ci può stare ma chi poteva immaginare solo qualche anno fa che i gialloblù si potessero concedere il lusso di avere un attaccante convocato con la nazionale argentina, un fantasista come Barak che la Premier ci invidia e un tridente offensivo che ha già fatto centro ventitrè volte? Bisogna migliorare in difesa, questo è vero, e Tony D’Amico dovrà fare un buon lavoro sul mercato per portare in riva all’Adige almeno due difensori per sostituire Magnani e Dawidowicz, infortunato di lungo corso, ma per quello che s’è visto dalla ripresa del campionato tutte le avversarie devono guardarsi da questo Verona. Cancelliamo le previsioni catastrofiche e divertiamoci, senza troppe ansie, senza troppe tensioni.

Luca Mantovani