Giramondo del calcio Talismano salvezza

Igor Tudor un anno più opzione per la stagione successiva all’Hellas. Eccolo nella sede del Verona
Igor Tudor un anno più opzione per la stagione successiva all’Hellas. Eccolo nella sede del Verona
Igor Tudor un anno più opzione per la stagione successiva all’Hellas. Eccolo nella sede del Verona
Igor Tudor un anno più opzione per la stagione successiva all’Hellas. Eccolo nella sede del Verona

Croato di Spalato, allenatore e guerriero. Giramondo del calcio, la serie A alle spalle. E Verona nel destino. Chi è? Ivan Juric? No, Igor Tudor. E qui l’analogia potrebbe diventare garanzia per il futuro. Ivan e Igor si conoscono forse da sempre. «Siamo come fratelli» ci ha raccontato il neo allenatore del Verona. Si stimano, si sono anche incrociati. Verona mancava a Igor. Torino (quella granata, però) mancava a Ivan. Lì Tudor, la scorsa stagione ha vissuto un’annata da vice di Pirlo alla Juve. Vedi le vite? Vicine fino a toccarsi, in un gioco incredibile di intrecci. Il Verona ha dimostrato di non poter fare a meno del suo tecnico croato. L’Hellas balcanico rinasce dopo il brevissimo interregno di Eusebio Di Francesco. Giusto o sbagliato lo dirà il tempo. Tudor ha dentro di sé molto Juric. Gemelli diversi. Per garra, per rabbia agonistica, per respiri che arrivano da Est, per idea di un calcio che aspetta quanto basta per rifiatare e per ripartire. Tudor studia da allenatore all’Hajduk di Spalato, come vice di Edy Reja, storia vecchia di dodici anni. Il calciatore ha lasciato traccia visibile in Italia per la sua lunga storia con la Juve (dal’98 al 2005) con passaggio finale al Siena. Il tecnico Tudor ama il 4-3-2-1. Ma in passato ha lavorato anche su un più contenitivo 3-5-2. Che potrebbe essere traccia anche per il presente. Perchè oggi l’Hellas deve uscire dai suoi imbarazzi in fretta. Tudor ha collezionato, da tecnico, successi e addii, vittorie ed amarezze. Nel 2013 viene nominato capo allenatore dell’Hajduk e subito vince la Coppa di Croazia. Si dimette nel 2015 per passare poi alla guida del Paok Salonicco ma resta giusto un anno prima di essere sollevato dall’incarico. Il viaggio continua nel 2016 nel Karabukspor, club turco appena promosso nella Superlig. Si dimette a stagione in corso per accettare l’offerta del Galatasaray, con il quale chiude al quarto posto. Nel dicembre 2017 subisce un altro esonero nonostante il secondo posto in classifica. Tudor inizia poi la sua avventura italiana. Arriva ad Udine nell’aprile 2018 al posto di Massimo Oddo e consegna ai friulani la salvezza. Non viene riconfermato, ma in seguito l’Udinese lo richiama ancora in sostituzione di Davide Nicola e anche stavolta Tudor centra la salvezza. Stavolta viene riconfermato, fino al novembre 2019 quando verrà esonerato. Nel dicembre del ’19 torna alla guida dell’Hajduk, con il quale chiude il campionato al quinto posto. L’ultima esperienza la passata stagione alla Juve come vice di Andrea Pirlo. Fin qui le turbolenze di una carriera mai banale gli sono valse, da allenatore, quattro entrate in corsa, tre esoneri, due dimissioni ed una rescissione. Tudor potrebbe ripartire all’Hellas da una traccia pescata dall’intervista rilasciata al nostro giornale. Si parlava, naturalmente, del Verona di Juric. E dei limiti “naturali“ ad un sogno di grandezza. Che oggi dovrebbe lasciare invece spazio ad un comprensibile desiderio di rinascita: «Il Verona» diceva «non deve porsi dei limiti. Perché non deve darsi limiti. E a Ivan non devono essere imposti paletti. Se lo ascoltano, può fare ancora grandi cose. Juric è un allenatore che offre il meglio di se stesso quando trova un club che mette l’allenatore al centro del progetto. E a Verona sta succedendo». Altro messaggio, dunque: allenatore al centro del progetto. L’Hellas ha bisogno di uno come Ivan. Forse di uno come Igor.•.

Simone Antolini

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