L'intervista

Gianluca Caprari: «Qui al Verona è tutto meraviglioso. Tudor? Continua a martellarmi»

Gianluca Caprari alla prima stagione in maglia gialloblù, ha già convinto i tifosi (Fotoexpress)
Gianluca Caprari alla prima stagione in maglia gialloblù, ha già convinto i tifosi (Fotoexpress)
Gianluca Caprari alla prima stagione in maglia gialloblù, ha già convinto i tifosi (Fotoexpress)
Gianluca Caprari alla prima stagione in maglia gialloblù, ha già convinto i tifosi (Fotoexpress)

Il mio nome è Caprari, Gianluca Caprari. La mia missione è quella di cancellare Mattia Zaccagni. Ma sì, dai, scherziamoci un po’ su. Certo che non ha impiegato molto l’attaccante romano per uccidere o rendere innocuo il ricordo tra i tifosi del mediano di Bellaria. Merito suo ma anche del gruppo. E di quella posizione mai troppo definita tra le linee nemiche.

Caprari, ma lei che giocatore è? Ho giocato dappertutto. Mi esalto ad attaccare ma la posizione che prediligo è trequartista là a sinistra.

È quello il suo segreto? Il nostro direi. A guardare bene, neppure Simeone ha un ruolo ben definito. Da noi non esiste una punta stabile. A me piace spaziare. Però, ricordatevi una cosa importante. Se facciamo tanti gol lo dobbiamo ai nostri compagni, soprattutto quelli che giocano dietro. Sono sempre da soli nell’uno contro uno.

Il gol più bello? Come esecuzione senza dubbio quello che ho fatto allo Spezia ma il più importante è stato col Venezia

Una rimonta pazzesca... Mai visto una cosa simile. Ero sicuro di recuperare la partita. Mi sarebbe piaciuto segnare il 4 a 3 ma l’ha fatto il Cholito, va benissimo così. Conta la squadra.

Non male neanche il passaggio a Lazovic... Sì, però mettere dentro il pallone del 2 a 3 è stato determinante. Com’è giocare nell’Hellas? Meraviglioso. E non lo dico per ruffianeria. Credo che nel buon momento di tutti e non solo nel mio, ci sia un grande merito da parte del gruppo. Non vorrei mancare di rispetto ad altri club, nel quale sono stato, ma qui è un’altra cosa.

La Samp, sua ex società, è in difficoltà. Che ne pensa? Ho trascorso tre stagioni con loro. È difficile giudicare da fuori e non vorrei mettermi in mezzo.

Cosa le dice Tudor? Mi martella ogni giorno. Mi perseguita dicendomi che non mi devo accontentare. Ha ragione. D’altronde la cosa che a volte mi fa difetto è la continuità.

Tutti tristi per Pawel? Mi è dispiaciuto moltissimo. Lui è un gigante, un ragazzo d’oro. È l’ultimo a mollare in qualsiasi situazione come ha dimostrato a Venezia. L’operazione è andata bene e siamo convinti che chi prenderà il suo posto farà ancora meglio di Pawel.

Com’è giocare con Simeone? Uno spasso. Avete visto che gol? Però a Peschiera li faccio più belli io(ride ndr). Lui però è un bomber e li fa la domenica. Quattro reti e altrettanti assist.

Raddoppiamo? Si mi piacerebbe molto, anzi vivo per andare in doppia cifra. A Pescara mi ero fermato a nove gol, qui posso fare meglio.

Qual è il compagno che l’ha sorpresa? Molti, devo essere sincero. Però Antonin Barak più di tutti. Lui è fortissimo. Ed anche se ha avuto qualche rallentamento dovuto all’infortunio, Ilic è un altro che non conoscevo bene ma è bravissimo. Infine devo dire che Tameze è una forza della natura.

Il più simpatico? Ceccherini, mi fa morire dal ridere e poi è matto. Scherziamo sempre. La vostra vittima? Beh, Stefano il nutrizionista. Davvero siamo una bella compagnia.

Caprari e Verona? Amore a prima vista. Non voglio dire le solite cose banali, voi siete veronesi ma vi rendete conto della bellezza della vostra città?

Il piatto tipico? Il risotto all’amarone.

Quindi resterà all’Hellas? Vi ho dato tanti indizi ma ora la cosa più importante è raggiungere prima possibile il nostro obiettivo che è la salvezza. Qui devo e posso ancora migliorarmi per il bene mio e del gruppo. Poi parleremo con il club.

Atalanta è arrabbiata, fa paura? Sì sono usciti dalla Champions ma pur rispettandola, non abbiamo paura. Sarà una bella partita con due squadre molto offensive.

Caprari finisce l’allenamento provando le conclusioni da fuori. La sua imprevedibilità è l’arma migliore. Il numero dieci gialloblù è già nel cuore dei tifosi e visto quello che aveva fatto Mattia Zaccagni, non era poi così facile.

Gianluca Tavellin