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L’analisi

Caro Hellas, serve una svolta. Baroni tra ansia e verità

Il ko di Frosinone ha lasciato il segno. Mancano intensità e lucido furore. Il mister ricorda da dove è ripartito questo gruppo

Baroni è uomo serio e tecnico preparato. Dopo Frosinone-Verona ha analizzato la gara dal suo punto di vista, cercando di proteggere i propri calciatori. Due le verità. Ovvero che manca cattiveria sotto porta ma soprattutto: «Ricordatevi da dove è partita questa squadra».

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In extremis

Già, il Verona di oggi è figlio della salvezza acciuffata per i capelli quattro mesi fa. Di quella squadra del Mapei con lo Spezia, in campo allo Stirpe c'erano quattro giocatori: Montipò, Magnani, Lazovic e Ngonge.

Insomma qualcosa è cambiato visto che alcuni ragazzi dello spareggio erano in panchina o assenti a Reggio Emilia come ad esempio Duda.

Mister Baroni ha forse voluto ricordare le tante sofferenze e i molti limiti della passata stagione che hanno portato i gialloblù ad un passo dalla B. Fatto curioso, Bocchetti e Zaffaroni sono riusciti a strappare all'attuale mister e al Lecce sei punti su su. Stranezze del calcio.

Quindi una piccola ammissione più che di inferiorità ma di fragilità del gruppo, Baroni l'ha resa pubblica. Ci sta anche per un “hombre vertical“ come l'ex stopper gialloblù che vuole sempre proteggere i suoi ragazzi e pure l'azienda per la quale lavora.

Sulla cattiveria sotto porta, però, bisognerebbe lavorare meglio. Come? Dando maggior continuità alle punte. Troppo spesso l'Hellas ha cercato soluzioni diverse per il ruolo centrale. Nulla c'entra il diesse Sogliano che, privo di budget di rilievo, ha cercato di prendere tante mezze punte per colmare il problema del gol.

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Furore

Arrivare, insomma, ad un buon bottino di reti con più uomini. Ma al di là di questo, la squadra manca di lucido furore o aggressività.

Persa palla col Frosinone, non c’era quella voglia di recuperarla immediatamente. Le fasce laterali sono state poco frequentate pure allo Stirpe. L’iniziativa sulle corsie consentirebbe al Verona di attaccare con più uomi in modo compatto.

Faraoni e Lazovic troveranno giovamento dalla sosta. Finché loro non saranno in condizioni, l’ho già scritto da un mese a questa parte, il Verona deve giocare a tre in mezzo.

Folorunsho è tra i pochi a saper attaccare dalla seconda linea. Insieme all’ottimo jolly, è Djuric l’unico ad aver creato situazioni pericolose negli ultimi incontri. È successo a Torino con una rovesciata che meritava il gol, è capitato a Frosinone perché prima della rete aveva confezionato un assist importante in area di rigore.

Giovani

I ragazzi vanno lanciati, per carità. Però ci sono momenti e situazioni più o meno favorevoli. Diego Coppola non ha mai dato l’impressione di essere una copia di Marash Kumbulla. Primo perché a differenza del suo illustre predecessore, si è trovato con una squadra attorno depotenziata, secondo perché ha bisogno ancora di tempo. Metterlo su Cheddira, abile nel tagliare ad uscire, è stata una mossa azzardata.

Ora c’è da lavorare tanto e studiare il modo per fermare il Napoli al Bentegodi. Non sarà una gara facile ma il rischio di non conquistare punti tra i Campioni d’Italia e la Juve a Torino è elevato...

Gianluca Tavellin

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