Fonseca stoppa Edin «Ora basta, c’è l’Hellas»

Fonseca si affida ancora a Borja Mayoral
Fonseca si affida ancora a Borja Mayoral

«Basta speculazioni, pensiamo al Verona»: ha il suo bel da fare Paulo Fonseca per distogliere l’attenzione mediatica dal caso Dzeko e riportare i riflettori sulla partita con l’Hellas di stasera. Saltato, almeno per ora, lo scambio con Sanchez, la Roma deve pensare a come reintegrare in rosa una risorsa fondamentale ricucendo lo strappo tra l’allenatore portoghese ed il bomber bosniaco. «Questo è un tema di cui non voglio parlare adesso, vedremo la prossima settimana», ha chiosato il mister in conferenza stampa. Difficile parlare d’altro, eppure i giallorossi devono pensare in primis a come vincere con il Verona per dare continuità al successo ottenuto contro lo Spezia anche senza Dzeko. «Avete visto come ha giocato la squadra e quello che ha fatto», ribadisce Fonseca, «basta questo a spiegare tutto». AVANTI CON BORJA. Come a dire che il gruppo va avanti con o senza il ribelle Edin. Spazio, quindi, a Borja Mayoral «che, pur essendo giovane ed arrivato da poco in Italia, sta lavorando molto per la squadra ed ha fatto cose egregie». La buona notizia per Fonseca è il pieno recupero dell’armeno Mkhitaryan, che tornerà tra i tiotlari. Non ci sarà dall’inizio, invece, Mirante ma, presto, il tecnico potrà disporre del «faraone» El Shaarawy. «Conosce bene il calcio italiano e sono molto soddisfatto del suo arrivo perché è un giocatore che ama la Roma». SCAMBIO DI COMPLIMENTI. Parole al miele anche per Juric che, l’altro giorno, aveva spiegato come la squadra di Fonseca avesse espresso il miglior calcio d’Italia per lunghi tratti dell’andata. «Non ci sono molte squadre in Europa che sanno giocare così», spiega il portoghese. «Hanno un allenatore molto bravo che sta facendo un grande lavoro. I calciatori credono in questo modo di giocare e lo interpretano bene. Un modo diverso e molto forte». In casa giallorossa c’è da cancellare la figuraccia della partita d’andata, quella del caso Diawara. Quella gara che, stranezze del calcio, deve ancora realmente finire in attesa che anche l’ultimo grado della giustizia sportiva possa convalidare un 3-0 a tavolino che, norme alla mano, sembra sacrosanto. •

Davide Cailotto