Il momento del Verona

Due acquisti per l'Hellas: Verdi e... Faraoni

Cioffi attende la forma migliore per l'ex Salernitana e per l'esterno gialloblù
Faraoni esce per fare posto a Terracciano
Faraoni esce per fare posto a Terracciano
Faraoni esce per fare posto a Terracciano
Faraoni esce per fare posto a Terracciano

Mancano tanto a questo Verona. Manca la corsa profonda di Marco Davide Faraoni. E manca ancora il talento di Simone Verdi, appena intravisto. Due potenziali “nuovi acquisti“ per Gabriele Cioffi in vista della ripresa del campionato, il 3 ottobre, contro l’Udinese. Forse la peggior avversaria del momento per l’Hellas alla disperata ricerca di equilibrio, certezze e soprattutto punti per la classifica.

 

Manca il capitano

 E allora, oggi più che mai, lo sguardo si rivolge all’infermeria. Faraoni manca. La caviglia che duole lo ha tolto dal campo. Lui, stoico e generoso, ha giocato pure stringendo i denti. Ma, poi, ha dovuto cedere. Fermarsi e guarire era l’imperativo. E la settimana a venire sarà utilissima per tentare (le possibilità non mancano) di rimettere in campo l’esterno di fascia destra.
Faraoni, quest’anno, si è visto in campo titolare 90’ solo nella gara d’esordio contro il Napoli. Davide ha regalato pure un assist in una delle due reti realizzate quel giorno dal Verona. Se Faraoni va, anche l’Hellas spinge e sa essere più profondo.
Costretto allo stop. Dal Bologna in poi, però, per lui è iniziata la convivenza con l’infortunio. In campo 52’ contro i rossoblù, poi assente contro l’Atalanta e quindi in campo metà gara a Empoli. Il Faraoni dimezzato è stato costretto a fermarsi. E a saltare da lì in avanti tre partite consecutive contro Sampdoria, Lazio e Fiorentina.
Cioffi ha fatto di necessità virtù. Ha valorizzato Terracciano, ha dato spazio a Depaoli. Pure loro utili alla causa. Faraoni, tuttavia, resta punto fermo di questo Verona. Di per sé snaturato dal mercato, dal cambio iniziale di filosofia, costretto a riprendere in corsa vecchi concetti e macinare nuove idee. Un Faraoni non si regala a nessuno. E la difficilissima gara contro l’Udinese potrebbe essere punto di ripartenza per lui, per l’Hellas, per Cioffi.

 

Verdi speranze

Simone Verdi
Simone Verdi

Quella di Verdi è storia diversa. Lo abbiamo intravisto a Firenze. Una mezzoretta, scampoli di buon calcio, la ricerca di una condizione che deve arrivare il prima possibile. Lo richiede questo Hellas alla ricerca di nuovi protagonisti, di leader e di epigoni. Dice la voce di popolo: “Verdi nuovo Caprari“. Nelle incertezze del presente si fa spesso a pescare dalle reminiscenze del passato più recente. Verdi non è Caprari ma può fare il Caprari. Nella speranza di poter avere impatto altrettanto felice.

Due panchine senza campo contro Samp e Lazio, poi la mezz’ora di Firenze. Cerca condizione, dimensione, comprensione. Cioffi da Verdi si aspetta esplosione di talento e imprevedibilità. 

 

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Quello che manca

 All’attacco del Verona manca proprio questo: la capacità di esplodere colpi mortali in transizione, di lavorare sui tagli, di trovare micidiali superiorità numeriche. Verdi andava aspettato. Verdi punta ad essere titolare contro l’Udinese. Impossibile pensare di ingabbiare i friulani giocando a bassa intensità.

Il calcio alla britannica proposto da Sottil può mettere in difficoltà chiunque. L’Hellas, alla ripresa, dovrà dimostrare di avere trovato un briciolo di compattezza in più dietro, più lucidità in mediana e nuovi inneschi offensivi. Ripassando dal 3-4-2-1 e magari da subito anche da Verdi. Dita incrociate. 

Simone Antolini