L'ANALISI

Da spiraglio a raggio di luce. Verona, ora sei connesso

L'allenatore Cioffi reagisce insieme ai suoi ragazzi a Bologna Vecchia guardia e giovani sono ok Henry sulle orme del «Cholito»
Hellas, l'analisi di Tavellin

Il Verona ha un punto in più rispetto all’anno scorso. Sembra assurdo dopo la valanga di pessimismo piovuta addosso ai gialloblù a seguito delle prime infelici uscite stagionali. L’anno scorso ko con Sassuolo e Inter, quest’anno sconfitta con Napoli e pari a Bologna. Anche dal punto di vista delle forze in campo gli avversari si equivalgono. Nulla di scientifico ma un piccolo esercizio di positività per un tifoso, quello scaligero, lo scrivo da sempre, talmente umorale da essere simile al napoletano. Una vittoria e si vola in paradiso, una battuta d’arresto ed è già un dramma. Tutti già a suonare il de profundis, ma non in queste pagine. Nello sport serve molto equilibrio, soprattutto nel calcio.

Guardare oltre il risultato Questo insegnava la vecchia scuola della vita e non solo di giornalismo. Controllate pure nelle raccolte, ho scritto che non mi erano dispiaciuti i primi venti minuti col Bari o gli oltre 50 minuti col Napoli. A questo punto della stagione con la scarsa liquidità presente nelle medio-piccole, la qualità della rosa di Lecce, Cremonese, Empoli e Spezia, l’Hellas ha tutto il tempo per permettersi di sbagliare. Mancano 39 punti all’obiettivo. La salvezza rimane il campionato del Verona. Un torneo che consente a Setti di guadagnare e ai tifosi di vedere al Bentegodi Inter, Juve e Milan. Per il resto meglio rivolgersi agli imprenditori veronesi o ai fantomatici fondi che avrebbero, stando alla solito immondizia in etere, già acquisito le quote di maggioranza almeno un mese fa. Quante parole attorno al Verona, quanti copiatori seriali di notizie inventate o false per destabilizzare un ambiente che a fatica sta cambiando pelle.

Gruppo sano Ed invece eccola qui Bologna, la Dotta. Niente di trascendentale per carità ma costringere al pari, sfiorando pure la vittoria, Arnautovic e compagni è stata un piccola impresa. L’Hellas l’ha fatto senza il tridente delle meraviglie (40 gol in tre), a proposito Barak ha la valigia in mano e con due ragazzi che avranno ancora la maglia gialloblù ai bordi del proprio letto. Diego Coppola e Filippo Terracciano sono stati perfetti. Entrambi classe 2003. Così giusto per dire. Non che Ilic(’01), Retsos (’98) e Hongla (’98) siano stati da meno, anzi. Ma la risposta più bella l’acerbo, se vogliamo, Gabriele Cioffi l’ha avuta da chi ha remato e tanto per far capire che è possibile ripetere il miracolo di questi anni e cioè salvarsi. Lo spirito e l’atteggiamento visto a Bologna sono capisaldi del Verona di Juric e Tudor, pienamente ritrovati. Cioffi ci ha messo del suo buttando dentro a turno vicino agli attaccanti sia Ilic che Hongla. L’unica vera mezz’ala a supporto di Lasagna e Henry, però, è stato Tamenze. Il francese è andato vicinissimo alla segnatura. Se pensiamo al gruppo sano, bisogna segnalare la parabola di Lazovic. Messo alla frusta dalla brillantezza di Kasius, il serbo ha saputo trovare energie non sempre spendibili per un 32enne e regalare, dopo il «gemello» Faraoni con il Napoli, un altro assist al bacio per Thomas Henry. Nella risurrezione di Darko c’è racchiusa tutta la gara del Verona a Bologna.

Squadre convalescenti Come era prevedibile al Dall’Ara, si sono viste due formazioni alla ricerca inanzitutto di rinforzi sul mercato e poi di un equilibrio tecnico-tattico. Considerando la rosa corta per i tanti indisponibili e il percorso dal quale arrivava il Verona, non vi è dubbio che si è fatto preferire al Bologna.I gialloblù sono andati più alti col pressing ed hanno cercato di arrivare al gol. Dopo appena sessanta secondi con Henry e Lasagna la porta di Skorupski ha tremato.

Coppia ben assortita Kevin e Thomas al momento sono tra gli attaccanti meglio assortiti della serie A. Lo diciamo forti di due gare nelle quali l’Hellas ha raccolto solo un punto. Henry è spietato col pallone tra i capelli ma il francese andrebbe cercato di più pure nel la costruzione dell’azione. Lasagna è stato molto mobile ma ha fallito un paio di buone opportunità. Sbagliata l’impostazione al momento dell’impatto con la palla. Fosse meno frenetico nelle conclusioni, segnerebbe con maggior regolarità. 

Il mercato È fatta per Isak Hien, centrale classe '99 di proprietà del Djurgardens. È costato 4 milioni di euro. Per lui un contratto di quattro anni. Domani incontro con gli agenti di Ilicic, trequartista dell'Atalanta che piace al Verona. In porto pure l'operazione che porterà Yayah Kallon, 21enne attaccante in gialloblù. Ivan Ilic? Molto probabile che resti..

Gianluca Tavellin