Verso la prossima stagione

Cholito sì, Cholito no. Cosa farà l'Hellas? I tifosi si dividono

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Simeone (Cholito) abbracciato a Barak e Caprari (fotoExpress)
Simeone (Cholito) abbracciato a Barak e Caprari (fotoExpress)
Simeone (Cholito) abbracciato a Barak e Caprari (fotoExpress)
Simeone (Cholito) abbracciato a Barak e Caprari (fotoExpress)

Il futuro del Cholito ma anche le scelte di Francesco Marroccu e Gabriele Cioffi. Il tifoso dell’Hellas osserva interessato. La calura estiva non annebbia i pensieri. Il Verona rimane chiodo fisso anche sotto l’ombrellone.

Il primo scorcio d’estate porta con sé soprattutto due domande. Che ne sarà del Cholito Simeone? La società lo deve elevare a perno per la prossima stagione oppure ne va programmato l’addio?

Il secondo interrogativo invece si accoda alle recenti nomine di Francesco Marroccu e Gabriele Cioffi rispettivamente nel ruolo di direttore sportivo ed allenatore della Prima Squadra. Il tifoso sposa queste scelte? È fiducioso circa il loro operato?

Il quadro è un condensato di pensieri anche contrastanti. L’Hellas rimane materia preziosa per la nostra città e come tale da maneggiare con cura.

 

Cholito si

Nessuno mette in discussione il valore del giocatore. Simeone è stata la grande freccia nell’arco dell’Hellas 2021-2022. Un goleador implacabile, in grado di coniugare alle capacità realizzative anche una predisposizione al sacrificio rarissima per i bomber di razza. Il suo profilo aggiungerebbe valore nella rosa dell’Hellas. Come sempre però le valutazioni sono anche finanziare. Bilancio e mercato andranno a braccetto nel corso dell’estate.

«Giovanni Simeone deve essere il centro del nuovo progetto», taglia corto Roberto Piuzzi, vice allenatore della Primavera dell’Hellas fino al 2021. «Un attaccante da 17 gol non può avere sostituti in una realtà come il Verona. Il club deve tenerselo stretto. Tutti sono sacrificabili nel calcio ma non il Cholito. Lo sforzo economico è necessario». Barbara Zampini, ex delegata della FIGC di Verona, è sulla stessa lunghezza d’onda. «Non mi immagino un Hellas senza Simeone. È stato trascinante per l’intera stagione. Io gli consiglio di restare. Credo che Verona sia la sua dimensione ideale. Mi auguro il club avalli altri sacrifici ma non il Cholito».

L’attuale responsabile tecnico dell’Antares di Villafranca Giorgio Scappini ne fa anche una questione di temperamento. «L’argentino ha bisogno di piazze che lo apprezzino anche per quello che è il lavoro oscuro sul campo. Il pubblico di Verona ama le maglie sudate. Simeone può diventare un simbolo dell’Hellas. Mi auguro rimanga». Il giovane attore veronese Giovanni Vit non ha dubbi. «La piazza ha bisogno di identificarsi nei propri campioni. Credo non ci sia cifra che tenga. Simeone è entrato nel cuore dei veronesi. La società farebbe bene a tutelare questo patrimonio. Lui si è trovato splendidamente a Verona e sono sicuro non chiuderebbe la porta ad una sua permanenza nella nostra città. Le condizioni per un matrimonio felice ci sono ancora».

 

Cholito no

Tutti voterebbero a favore ma come detto servono anche dei distinguo. Sergio Guidotti, presidente dell’ASD Ex Calciatori Hellas Verona, non si ferma alla facciata. «Io accetterei anche da tifoso la cessione del Cholito ma questo ovviamente per una cifra adeguata e per un rafforzamento generale della squadra», il punto di vista di uno dei più attenti osservatori delle dinamiche del club gialloblù. «Se l’addio dell’argentino permetterà il raggiungimento di questi obiettivi, allora il sacrificio sarà necessario. Sono valutazioni per cui serve molto equilibrio».

L’ex presidente del nuovo coordinamento Calcio Club Hellas Stefano Ortolani ragiona a tutto tondo sul mercato. «Se dovessi ragionare da dirigente sacrificherei il Cholito per preservare invece giovani talenti come Ilic e Casale», un’altra tematica importante. «Credo che questi ultimi abbiano ancora margini di crescita ulteriore. Sul sostituto del Cholito mi affidereì ad Henry del Venezia. È un attaccante adatto per una piazza come Verona». Nicola Frigo, storico abbonato della Curva Sud, ipotizza una soluzione a sorpresa. «È inevitabile una cessione come quella di Simeone. Il calcio odierno ha uno spartito quasi obbligato. Io però rimanderei tutto a questo inverno», il consiglio alla società. «Ad oggi non vedo all’orizzonte un’acquirente che possa soddisfare le esigenze dell’Hellas. L’operazione a gennaio avrebbe molto più senso. Simeone fino a gennaio giocherebbe con grandi motivazioni. Sono convinto che tutte le parti in causa ne trarrebbero giovamento».

Il noto opinionista televisivo e tecnico Olindo Filippi sposta invece il nocciolo della discussione. «La scelta è in mano a Simeone. È lui che deve decidere cosa fare del proprio futuro. Verona è il posto giusto per lui. In piazze più blasonate rischierebbe di giocare con minore continuità. In caso d’addio il Verona si farà trovare pronto. Su questo non ho dubbi».

 

Fiducia alla società

Il ruolo chiave spetterà ovviamente alla società. E qui si passa invece alla seconda domanda. Cosa pensa il tifoso del nuovo tandem composto da Cioffi e Marroccu? Si respira fiducia attorno al loro operato? Le risposte in questo caso convergono tutte verso un’unica direzione. «Marroccu proviene dalla scuola di Cellino, mentre Cioffi ad Udine ha messo in mostra un gioco tra i più propositivi della Serie A», il riassunto del pensiero degli otto intervistati. «La società ha scelto di proseguire sul filone precedente. Probabilmente è presto per giudicarli, vanno aspettati senza prevenzioni. La parola spetterà al campo. La società negli ultimi anni ha sbagliato veramente poco». Un coro unanime con grande fiducia. Gli umori sono positivi. L’Hellas veleggia verso il prossimo campionato. Il mercato divide ma non la passione per i colori gialloblù. Un affetto mai sopito anche in periodo estivo. La nuova stagione è già all’orizzonte.

 

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Alessio Faccincani